Un sistema di difesa dell’abitato che non è mai stato completato
Nelle relazioni tecniche di tre anni fa il problema di quel tratto di litorale era già stato evidenziato
MARINA di Pisa. Il sistema di protezione di parte di Marina di Pisa avviene attraverso le cosiddette spiagge di ghiaia, suddivise in quattro celle e denominate con numero progressivo. Dalla numero quattro alla numero sette.
Le celle numero quattro e numero celle, quelle più a nord, non sono state completate rispetto al progetto originario. Sia per materiale sassoso presente, sia per la sistemazione e il potenziamento delle scogliere. Da qui il loro parziale funzionamento, con disagi connessi, in caso di mareggiate.
Una certezza, quella del mancato completamento delle celle, che emerge negli atti della Regione sin dal 2016.
Poi nel gennaio 2018, dopo una mareggiata con danni simili a quella di una settimana fa, la situazione viene descritta in una perizia di somma urgenza firmata dalla Direzione Difesa del suolo e Protezione civile del Genio Civile Valdarno inferiore e costa della Regione Toscana, sede di Pisa: «Si deve rilevare che, a seguito di problemi operativi e contrattuali verificatisi in corso di realizzazione dell’ultimo lotto di opere, il rimodellamento a soffolta della scogliera numero 4 è risultato essere solo parziale rispetto alle geometrie di progetto ed è attualmente in fase di programmazione un intervento di completamento della stessa. Le attuali minori dimensioni di tale barriera provocano una maggiore sollecitazione della retrostante spiaggia che conseguentemente necessita di una più incisiva azione manutentiva».
È proprio il tratto che ha dato problemi e dove la Regione ha avviato da qualche settimana un cantiere di sistemazione. Data di consegna dei lavori il 10 novembre scorso, data di ultimazione dei lavori il prossimo 23 marzo. Importo del contratto 441mila euro. Dal 2016 sono trascorsi cinque anni nonostante la perizia di somma urgenza. Ma tutto il sistema, come rilevato da Eugenio Giani nel suo sopralluogo, necessita ora di un ulteriore, decisivo e costoso intervento per arrivare agli obiettivi originari del progetto. Così descritto nelle relazioni regionali: «Nel tratto compreso tra le celle difensive numero 4, 5, 6 e 7, sistema che interessa il litorale antistante il centro abitato tra piazza della Baleari e piazza Sardegna, sono state realizzate le cosiddette spiagge “in ghiaia”, che si estendono trasversalmente verso le difese foranee. Al fine di contenere i nuovi volumi di ripascimento sono stati realizzati alcuni pennelli trasversali di delimitazione delle celle e collegamento tra la scogliera radente e quelle foranee; opere che isolano il funzionamento di dette celle di difesa rispetto alle opere limitrofe e limitando contestualmente gli spostamenti longitudinali di materiale tra le vasche attigue. Le scogliere foranee, prima emerse, sono state abbassate alla quota di -1 metro sul livello del mare. Tali scogliere sono state anche collegate tra loro, prolungandole in modo da chiudere i “varchi” preesistenti, e risagomate ampliandone la testa sommersa fino a raggiungere la larghezza di 20 metri complessivi». —
F.L.
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