Sicurezza
Scoppia la rivolta per i nuovi alberi: «I ligustri no, non li vogliamo»
I residenti di viale Pisano sul piede di guerra: «Tra le specie meno pregiate, e per giunta infestanti»
PISA. «Un albero è sempre un albero. Quindi ben venga, ma quelli appena piantati in viale Giovanni Pisano non mi convincono per niente. Poi, vista la situazione in cui versa la pista ciclabile, per colpa di un progetto poco congeniale, realizzato più di dieci anni fa, mi sarei aspettata qualcosa di meglio. Parlo di oleandri o prunus. Secondo me non possiamo accontentarci sempre del meno peggio».
Parola di Valeria Taddei, residente sullo storico viale Giovanni Pisano a Porta a Lucca, dove gestisce una casa vacanze. Valeria, insieme ad altri residenti, non ha digerito la decisione del Comune di porre a dimora sul viale, all’interno delle aiuole lasciate libere dai pini, giovani esemplari di ligustro. Una pianta comune, poco pregiata, che nasce anche spontaneamente, quindi infestante. Un albero forte ma dalla chioma piccola, e non all’altezza del suo compito, ovvero rendere esteticamente più bello un viale da sempre alberato, ma dalla vita travagliata. A fare ombra, in entrambi i lati di viale Pisano, fino a pochi anni fa, erano stati dei maestosi pini. Ma si sa, le radici di queste conifere alterano il selciato sottostante e con la costruzione della pista ciclabile sono stati sacrificati, uno dopo l’altro, tra le proteste. E così il viale è rimasto privo del suo verde per diverso tempo. «Fino ad oggi – racconta Taddei – quando sono iniziati i lavori per le nuove piantumazioni. Di ligustro avevo sentito parlare da alcuni operai del Comune e avevo anche scritto sulla bacheca di Palazzo Gambacorti per esprimere la mia contrarietà. Pensavo quindi che qualcuno mi avrebbe ascoltato, ma quando mi sono apparsi questi alberi, mi sono cascate le braccia. Poi, essendo infestanti attraverso le loro bacche verranno su ovunque».
Critico sulla scelta dei ligustri è anche Adriano Paladini, medico in pensione. «Tra tanti tipi di piante – spiega – il ligustro mi sembra il meno adatto per un viale come il nostro. Mi sarei aspettato qualcosa di migliore, vista la situazione in cui ci troviamo. E parlo della pista ciclabile, un'opera che fin dall'inizio ha creato grossi problemi e non ha mai accontentato fino in fondo neanche i ciclisti. Basta vedere la pavimentazione, realizzata con piastrelle normali e non certo adatta per le due ruote».
Una pista ciclabile, quella di via Pisano, nata più di dieci anni fa, ma che di fatto ha prodotto una duplicazione del marciapiede già esistente con criticità di attraversamento degli incroci e con il tempo si sono prodotti avvallamenti che si trasformano in piscine a cielo aperto quando piove. Una situazione ben conosciuta da chi vi risiede. E adesso la scelta degli alberi che avrebbero potuto, a detta di chi protesta, ricompensare dei disagi subiti da troppo tempo. «Il Comune in questi due anni – afferma Maria Cristina Magli – ha fatto molte cose buone per il verde pubblico a Pisa, ma per il nostro viale avrebbe potuto fare una scelta diversa». Ne è convinto anche Roberto Scribano: «Si tratta di un viale ottocentesco – afferma – che avrebbe meritato qualcosa di più bello».
Insomma, la decisione presa dal Comune con i ligustri non è stata apprezzata. A storcere il naso più di un residente, tra chi ci ha voluto metterci la faccia e chi si è limitato a fare una telefonata al vicino, appoggiando nell’anonimato le lamentele. I ligustri piacciono poco anche all’ingegner Saverio Sainato e alla moglie Consolata Praticò. «Il Comune avrebbe potuto puntare su qualcosa di diverso», affermano i coniugi. Concorde anche Cecilia Barsotti: «Anch'io non apprezzo la scelta». Mentre sul versante pista ciclabile Valeria Taddei, a nome di altri, chiede al sindaco un incontro per risolvere le criticità ormai vecchie da anni. —
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