Il Tirreno

Pisa

«Quei platani sull’Aurelia sono pericolosi»

Sara Venchiarutti
«Quei platani sull’Aurelia sono pericolosi»

Bongiovanni (Ordine degli architetti) sulla nuova rotonda: «Sì all’ambiente, ma un’aiuola di ciclamini era meglio»

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Pisa. «Aiuole di ciclamini al posto dei platani? Forse sarebbe stato meglio». La decisione di piantare quattro platani al centro della rotatoria che sta prendendo forma tra la via Aurelia e il viale delle Cascine non convince per nulla Patrizia Bongiovanni, presidente dell’Ordine degli architetti della provincia di Pisa.

«Forse c’è un articolo che non conosco, ma il comma 6 dell’articolo 26 del Codice della strada prevede, per motivi di sicurezza, una distanza di almeno 6 metri da rispettare per piantare alberi al lati delle strade fuori dai centri abitati», chiarisce a Il Tirreno Bongiovanni, che sul tema ha pubblicato un post su Facebook: «Ho citato un monitoraggio pubblicato qualche anno fa su Le Monde secondo cui sono stimate 300 vittime all’anno a causa della presenza di alberi lungo le strade. Certamente non è colpa degli alberi, ma purtroppo possono determinare situazioni pericolose. Per questo il Codice della strada ha osservato la corretta distanza da mantenere. Bisogna sempre andare piano e osservare i limiti, ma l’Aurelia è una strada a scorrimento veloce e se si dovesse verificare una qualche condizione di pericolosità (il terreno scivoloso, per esempio, o un freno malfunzionante), ci si trova a correre rischi».

I platani, insieme al decentramento della rotatoria, rispondono a una scelta precisa: ricreare il doppio filare alberato allineato con quello di via delle Cascine, garantendo così la continuità della visione paesaggistica del viale fatto costruire da Pietro Leopoldo I di Lorena nel 1788 per arrivare dal Parco di San Rossore a Piazza dei Miracoli e ora sotto la tutela della Sovrintendenza.

«La Sovrintendenza – spiega Bongiovanni – può fornire pareri che danno degli indirizzi. In questo caso avrà prescritto la continuità dell’asse visivo, necessaria per la tutela del valore storico del viale, ma non credo che abbia imposto nello specifico di piantare quattro platani. I progetti sono degli architetti che mettono la firma, non è responsabilità della Sovrintendenza. Sono certa che sono state fatte tutte le verifiche e le valutazioni del caso e se poi la rotatoria è sicura va bene, però questa scelta mi è sembrata strana».

«L’albero – conclude – produce un indubbio beneficio a livello ambientale, ma ci sono luoghi più opportuni. Bisogna cercare di combinare la sicurezza con la tutela del paesaggio. Nascondersi dietro le ragioni della Sovrintendenza è discutibile perché non è lei che fa i progetti. Se fosse andata così, mi arrabbierei». –

Sara Venchiarutti

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