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il caso ragusa 

Offese al sindaco sui social adesso arrivano le scuse

Offese al sindaco sui social adesso arrivano le scuse

Di Maio insultato in relazione al rientro in municipio, come dipendente, di Antonio Logli

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san giuliano. Nel messaggio affidato, col senno di poi assai incautamente, ai social aveva anche sfidato il primo cittadino di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, a denunciarlo. Poi però la situazione si è, diciamo, complicata: la citazione a giudizio per diffamazione, la fissazione della prima udienza (a maggio scorso poi rinviata a febbraio). E alla fine è arrivato il ravvedimento pubblico con lettera di scuse inviata alla stampa.

È quella scritta da Marcello Mangiavacchi, 54 anni, originario di Pitigliano e residente a Greve in Chianti. L’uomo - non il solo perché a processo per lo stesso motivo c’è anche una donna - all’indomani del reintegro in Comune come dipendente di Antonio Logli (che contro l’ente aveva vinto una causa) nelle more del procedimento penale a suo carico per la morte e l’occultamento del cadavere della moglie, Roberta Ragusa, se l’era presa, via social, con Di Maio colpevole - a suo avviso - di aver concesso che un presunto (all’epoca) omicida potesse avere un posto in municipio.

Durissime, in quella occasione, le sue parole nel post pubblicato e indirizzato al primo cittadino che, intervistato da giornali e tv locali e nazionali sulla vicenda, aveva semplicemente riferito di aver operato nel rispetto della legge e delle sentenze. Ma appunto per questo aveva scatenato l’ira di alcuni commentatori social.

Adesso arrivano poche ma significative righe di scuse: «Egregio signor sindaco, mi dispiace averla offesa ma è stato un momento di rabbia legato alla vicenda della signora Ragusa ma anche al mio vissuto. Mi sono immedesimato nell’ingiustizia subita dalla signora e erroneamente me la sono presa con lei. A mente fredda, nei giorni successivi, mi sono accorto dello sbaglio commesso. Sono realmente dispiaciuto e le porgo le mie più sentite scuse».

«Prendo atto delle scuse del signor Mangiavacchi e apprezzo il suo gesto – commenta il sindaco Di Maio –. Sono francamente stufo dei commenti che periodicamente continuano a oltrepassare il limite del dissenso politico o personale, che ci sta perfettamente, ma non può spingersi fino a certi punti: bisogna essere responsabili delle proprie parole, che hanno un valore molto più grande di quello che si pensi. Casi come questo ne sono la riprova. Che serva da monito ad altri aspiranti leoni da tastiera. Ne approfitto per ricordare che il Comune lo scorso anno ha aderito al Manifesto della comunicazione non ostile non come semplice atto formale, ma perché ci crediamo davvero». –

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