Sicurezza
Tangenziale nord-est, per Arpat è troppo rumorosa «Stop al progetto»
pisa. «L’Arpat ha messo una pietra tombale sulla tangenziale nord-est e il sindaco Conti deve rifare l’intero piano della mobilità». Lo dice Francesco Auletta, consigliere comunale di “Diritti in comune”.
La tangenziale è un’opera da ben 70 milioni di euro che dovrebbe collegare Cisanello a Madonna dell’Acqua in tempi più rapidi. «Settanta milioni di euro per far risparmiare una manciata di minuti al traffico su gomma? È un’opera che nasce vecchia tecnicamente e concettualmente, che va contro ogni normativa nazionale sulla mobilità alternativa e anche l’Arpat se n’è accorta».
L’Agenzia regionale ha messo il dito nella piaga dei “decibel”, ossia l’inquinamento acustico che la nuova viabilità porterà alle via San Jacopo, via XXIV Maggio, altre strade di Porta a Lucca e a I Passi. Si tratta dei lotti del piano progettuale 3-5 e 10-12. L’Arpat sottolinea anche come sarebbero inutili le eventuali opere di mitigazione, ossia le barriere frangirumore o gli asfalti fonoassorbenti. «Le criticità previste nei due quartieri sono analoghe – dice il consigliere – con chiaro superamento dei limiti nelle ore notturne. Non solo: per quanto riguarda I Passi, nell’osservazione si dice anche che in caso di realizzazione parziale dell’opera, la simulazione mostra che i limiti di legge potranno essere superati anche di 16 decibel: senza andare sul tecnico, ci sembra sufficiente evidenziare che questo valore è stato ritenuto inaccettabile da Arpat data la difficoltà di realizzare opere di mitigazione».
Auletta delinea una sorta di asse tra Michele Conti ed Eugenio Giani, presidente della Regione. «Quest’ultimo vuole fare per forza la tangenziale esattamente come vuole allungare la pista di Peretola. Progetti non in linea con la riduzione di emissioni inquinanti». In ballo, non c’è solo un’opera vagheggiata da 15 anni ma anche l’ingente importo. Auletta ribadisce: «Non ci stanchiamo di ripetere che è giunta l’ora di utilizzare i 70 milioni di euro previsti per questa antiquata opera per realizzare micro interventi che migliorino davvero la mobilità, ad esempio lavorando sulla connessione tra alcune viabilità già esistenti favorendo lo spostamento in bicicletta». Secondo “Diritti in comune” e il Partito della Rifondazione comunista «è assolutamente determinante investire su norme di mobilità pubblica e collettiva sicura, anche alla luce di quanto ha evidenziato la pandemia», concludono Auletta e con lui Silvia Giamberini e Teresa Arrighetti. —
Carlo Venturini
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