Il Tirreno

Pisa

marina di pisa: il dibattito 

«Il Litorale è indifeso ma intanto si progettano piazze senza un piano»

V.L.
«Il Litorale è indifeso ma intanto si progettano piazze senza un piano»

La delusione e anche l’appello dei professionisti pisani del Luap: «Condizione  di partenza sia la soluzione  del problema erosione» 

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marina di pisa. I problemi sono tanti. In questi giorni, alla ribalta, c’è di nuovo quello dell’erosione e dei sassini messi a protezione del litorale marinese che schizzano via come proiettili con le mareggiate. Ma c’è anche il tema dei progetti per le piazze annunciati in un modo ed eseguiti in un altro, della mancanza di un confronto con chi vive e lavora sul territorio, delle risorse dei cittadini - anche tante in qualche caso - spese senza tenere conto di quello che serve davvero. E il motivo di tutto questo qual’è? La mancanza di un piano, di una visione di quello che il litorale pisano e in particolare Marina di Pisa è e sarà non tra uno o due anni, ma tra venti.

Ne sono convinti i professionisti che da qualche tempo hanno aderito all’associazione Luap, che sta per Laboratorio di urbanistica e architettura partecipata, e che dopo l’ultima “grandinata” di ghiaia sul litorale tornano a chiedere all’amministrazione del sindaco Michele Conti più progettualità e confronto.

«Gli scienziati dicono che qui ci campiamo poco – taglia coro Antonio Ghionzoli – smettiamola di sacrificare le responsabilità ora su un ente ora su un altro e diamoci da fare». Perché la protezione del litorale dall’erosione è «la condizione di partenza di ogni progetto che riguardi questo pezzo del territorio» sottolinea Luigi Pierotti. E in questo contesto «non servono a niente gli interventi a spot», gli fa eco Ornella D’Aniello.

I tre rappresentanti del Luap insieme ai tanti colleghi, delle più diverse categorie professionali che fanno parte dell’associazione, hanno espresso il loro punto di vista, anche di recente, su uno dei progetti in fase di definizione: piazza Viviani. Per il quale si rischia di veder succedere quello che è accaduto per piazza Baleari e altri interventi analoghi. «Si presenta un progetto che poi cambia in corso d’opera e finisce per essere una cosa diversa da quello che è stato illustrato – affermano i professionisti del Luap – e tutto questo senza che ci sia un confronto su quello che si vuole fare».

Nel caso di piazza Viviani il rischio di commettere errori e quindi perdere l’occasione di realizzare una vera piazza per Marina, è anche maggiore. Da qui gli spunti di riflessione del Luap. «Non intendiamo sostituirci a nessuno ma intendiamo fornire indicazioni utili e obiettivi da perseguire per dare un valore a questo spazio capace di valorizzare l’insieme», affermano. La riflessione prende le mosse dal nome della piazza: Viviani «artista pisano che ha amato Marina e la vita di Marina» dicono, e che deve essere ricordato con questo intervento. I professionisti pisani del Luap sottolineano inoltre le funzioni che questo spazio pubblico dovrebbe tendere a incarnare sul piano urbanistico, sociale, economico, paesaggistico.

Il contributo del Luap è a disposizione dell’amministrazione comunale. Nonostante tutto. Già, perché fino a ora - e il Covid c’entra ma solo in parte - della disponibilità al confronto e a dare il proprio contributo di idee come professionisti e cittadini il Comune non ha tenuto molto di conto. La volontà del Luap coinvolgere su questi temi la cittadinanza, motivo per il quale nasce l’associazione, è stata ostacolata dalla pandemia. Ma almeno con l’amministrazione comunale un canale di dialogo potrebbe rimanere aperto. Si vedrà.

Intanto, e questo è l’appello dell’associazione agli amministratori pisani, si cominci a ragionare in maniera strategica con «un vero piano per il litorale che tenga insieme le soluzioni ai problemi, legati gli uni agli altri», concludono. —

V.L.

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