Italia
I presidi: «Presenze in classe al 50 per cento, ma non andiamo oltre questa soglia»
Meno alunni, ingressi e uscite scaglionati nelle scuole di Pisa: così si stanno evitando quarantene
Pisa. Didattica in presenza al 50%? Un buon compromesso, per permettere ai ragazzi di tornare in classe, anche se a rotazione, e allo stesso tempo non stressare il servizio di trasporto pubblico. Andando oltre, il sistema potrebbe non reggere.
Ne sono convinti Maurizio Berni, preside dell’istituto Santoni di Pisa, e Sandra Capparelli, dirigente del liceo Carducci di Pisa. Berni e Capparelli erano presenti, ieri mattina, in Sala delle Baleari, all’iniziativa della consegna dei buoni libro promossa dal Comune della città della Torre.
In entrambe le scuole superiori, Santoni e Carducci, la situazione, sul fronte positivi e quarantene, al momento, non desta alcuna preoccupazione. «Nel nostro istituto – ha spiegato Berni – siamo al 50% in presenza e abbiamo anche scaglionato le entrate e le uscite di un’ora proprio per evitare assembramenti sui mezzi pubblici. Una iniziativa che sembra aver dato i risultati sperati. E alla luce di ciò, avendo trovato un buon equilibro, tra didattica a distanza e lezioni frontali, non mi sento di condividere il pensiero avanzato dal governo di aumentare al 75% la presenza degli studenti. Da noi, per ora, non sono partite quarantene, e questo è buon segnale, anche se il timore resta, ma è evidente che la strada tracciata è quella giusta».
Pensiero, quest’ultimo, condiviso anche dalla dirigente Sandra Capparelli. «Alla nostra scuola, al Carducci, siamo al 50% in presenza – ha detto Capparelli – e devo dire che il quadro funziona. Abbiamo cercato di ottimizzare e di risolvere le problematiche relative ai mezzi di trasporto. Abbiamo fatto numerosi tavoli con il prefetto e con i dirigenti delle aziende di trasporto per regolamentare le entrate e le uscite e visti i risultati possono dire che la didattica in presenza al 50% va bene, al contrario temo che il sistema non possa reggere alzando la percentuale, non tanto per la scuola in generale, ma per quanto riguarda il fronte della movimentazione: troppi studenti e troppe scuole sul territorio cittadino potrebbero rappresentare un boomerang. Quindi secondo me va bene proseguire sulla strada del 50% fino a giugno».
Entrambi i presidi sono ben consapevoli dei disagi, affrontati sia dai ragazzi che dal corpo docente. «Le problematiche ci sono – affermano i dirigenti – ma vengono affrontate di volta in volta, proprio per andare incontro all'intera comunità, grazie anche all’impiego di test antigenici rapidi come strumento di prevenzione». —
Roberta Galli
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