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Pisa

«I soldi sono importanti ma è fondamentale saper spenderli bene»

Tommaso Silvi
«I soldi sono importanti ma è fondamentale saper spenderli bene»

Programmare, far crescere il valore dell’azienda e inseguire i risultati: ecco il cocktail vincente secondo l’ex portiere della Nazionale Giovanni Galli

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Tommaso Silvi

pisa. Programmare. Far crescere il valore dell'azienda. E poi inseguire i risultati sportivi. Che potrebbero essere straordinari. Prima di tutto la serie A, e dopo chissà. L’arrivo a Pisa del magnate russo trapiantato in America Alexander Knaster, da pochi giorni nuovo proprietario del club nerazzurro, col 75% delle quote - il restante 25% rimane nelle mani della Ma.Gi.Co srl, della famiglia Corrado -, può cambiare la storia del pallone toscano. E non solo. Ma serve pazienza, e un lavoro di programmazione spalmato su più anni. Anche e soprattutto per quanto riguarda la costruzione del nuovo stadio. Un tema che accomuna Pisa e Firenze. E se sotto la Torre l’iter è già ben avviato, dalle parti di piazza della Signoria le cose vanno a rilento. «Se non verranno fatte spese azzardate e la nuova proprietà saprà costruire il futuro passo dopo passo, allora per il Pisa potrebbero spalancarsi le porte del grande calcio. Le premesse ci sono tutte. Knaster è un grande investitore. Con questo presidente la serie A può diventare realtà».

Il Pisa ha le carte in regola per vivere un futuro stellare. Ma c’è una ricetta da seguire. Almeno secondo Giovanni Galli. Oggi, a 62 anni, è consigliere regionale della Lega. In passato è stato uno dei più grandi portieri italiani. Il suo nome non scalda i cuori dei tifosi nerazzurri, considerate le oltre 250 presenze con la maglia della Fiorentina. Ma Galli è pisano. Di nascita. E non solo. «Sono cresciuto nel quartiere di Porta a Lucca, a due passi dallo stadio. Le mie prime partite di calcio – racconta l’ex numero uno viola – le ho viste all’Arena Garibaldi, in porta c’era Antonio Annibale. E ho giocato anche nella Marinese, in prestito dalla Fiorentina».

Pisa e Fiorentina vogliono uno stadio nuovo. Un derby che per ora vede in vantaggio i nerazzurri. L’amministrazione guidata dal sindaco Michele Conti, che rappresenta il centrodestra, proprio come Galli, ha “apparecchiato” la tavola a Knaster, predisponendo gli strumenti urbanistici necessari per procedere al restauro totale dell’Arena. Mancano solo il piano economico-finanziario e il progetto, che devono essere presentati dalla proprietà fresca di insediamento. Mentre a Firenze, il presidente della Viola Rocco Commisso continua a “sbattere” contro il muro della giunta di centrosinistra capitanata da Dario Nardella.

Perché Pisa sta viaggiando più forte di Firenze?

«Premetto che in Toscana ci sono molte città che avrebbero bisogno di ammodernare gli impianti sportivi, in modo particolare gli stadi. A Pisa l’amministrazione comunale ha fatto un ottimo lavoro, accelerando le pratiche per permettere agli investitori di costruire lo stadio nuovo. E ora è arrivato anche l’uomo giusto. A Firenze la questione è un po’ diversa, so che il sindaco Nardella è stato a Roma per capire, insieme alle nostre massime istituzioni, come portare avanti il discorso. Perché se lo stadio non lo fa la proprietà della squadra di calcio, potrebbe farlo il Comune in autonomia. L’idea è quella di realizzare una struttura di livello europeo, capace di ospitare anche eventi calcistici importanti, per i quali serve una capienza attorno ai 40mila posti. Quello di Pisa, a quanto mi risulta, dovrebbe contenere 15-20mila spettatori».

Come si immagina il nuovo stadio del Pisa?

«Pisa è una città che con il calcio ha sempre avuto un rapporto profondo. Io credo che se verrà realizzato un impianto da 20mila posti, non sarà impossibile riempirlo. La passione è fortissima, ed è pronta a esplodere in caso di risultati importanti sul campo. Ma lo stadio da solo, secondo me, non basterà».

Cosa intende?

«Servono strutture capaci di garantire un rientro economico. Spendere milioni per la realizzazione di uno stadio e poi giocarci solamente le partite non è un buon affare. La Juventus, per esempio, ha costruito una struttura nuova, ma attorno è riuscita a far nascere una piccola città, con servizi e attrazioni. Questo, con le dovute proporzioni, dovrà fare anche il Pisa. Il club nerazzurro, inoltre, ha bisogno di un’area di allenamento, di un centro sportivo all’avanguardia. I successi non si fanno solo con i soldi, bisogna anche essere bravi a spenderli. Prima le strutture, poi le vittorie».

C’è qualche “segreto” che Firenze può rubare a Pisa per dare un’accelerata al “piano stadio”?

«Forse sì, ma voglio conoscere nei dettagli il percorso che l’amministrazione e la società hanno compiuto per arrivare a questo punto di svolta. Verrò a Pisa per parlare col sindaco e con gli assessori, per conoscere dalle loro parole i vari passaggi dell’operazione che ha portato Knaster in città, e che quindi ha aperto un grosso spiraglio verso la realizzazione del nuovo stadio».

Nell’ultima partita il Pisa ha perso in casa dell’Entella. Cosa scatta nella testa dei calciatori quando c’è un cambio societario tanto importante come quello ufficializzato dall’arrivo di Alexander Knaster?

«La sconfitta con l’Entella è un episodio. I giocatori del Pisa sono sicuramente motivati a mille. Tutti vogliono dimostrare di poter restare in nerazzurro. Consapevoli che in un futuro non troppo lontano potrebbero ritrovarsi a giocare in serie A». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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