Gioco
Quella voglia matta di pallone che da Central Park arriva all’Arena
pisa. L’alta finanza per nutrire un patrimonio che lo colloca nella privilegiata classifica degli uomini più ricchi al mondo, il calcio una passione per alimentare anche il ruolo di genitore.
Se il Pisa arriva al termine di una serie di tentativi di collocarsi ai vertici di una società di calcio, per Alexander Knaster il pallone è da sempre un oggetto familiare diventato, spesso, anche un mezzo per saldare il rapporto con suo figlio e non far venir meno quel ruolo di padre che per un uomo d’affari, chiamato a gestire uffici a Londra e New York, puntare, valutare e rilevare società e a più riprese far tappa nelle capitali internazionali della finanza, può risultare difficile da preservare.
Da qui, qualche anno fa, l’idea di formare una vera e propria squadra di calcio di bambini in grado di raccogliere amici e conoscenti del quartiere newyorkese e non dove la famiglia Knaster risiede. Né allenamenti, né campionati. E nemmeno veri e propri campi dove praticare quella passione, il calcio, che accomuna padre e figlio. Nel 2017, il finanziere di origini russe si è posto l’obiettivo di far incontrare i piccoli appassionati di calcio e offrirgli un’opportunità di svago e di gioco in un’area di Central Park, il più grande parco di New York, e allo stesso tempo permettere ai genitori di conoscersi e alimentare possibili amicizie. L’appello lanciato su Facebook da Irina Knaster, moglie del multimiliardario, ha raccolto decine e decine di adesioni costituendo un gruppo che regolarmente, almeno per qualche mese, si è riunito ogni weekend in un’area del parco condividendo le proprie passioni e la felicità dei propri figli. Spaccato, quest’ultimo, di una famiglia che può far affidamento su uno dei bilanci privati più sostanziosi al mondo, senza però confinarsi nella bolla di superbia e privilegi che spesso avvolge le persone dai grandi patrimoni, che ha deciso di abbandonare l’erba di Central Park per calcare il prato dell’Arena Garibaldi. –
Danilo Renzullo
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