Il Tirreno

Pisa

l’inchiesta della chiesa 

Stalking e calunnia, ex cappellano ridotto allo stato laicale

La decisione di papa Francesco per «aver creato scandalo, sofferenza e danneggiato la reputazione di diverse persone»

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pisa. L’ex cappellano della 46esima Brigata Aerea, Antonio Marrese, è stato ridotto allo stato laicale per aver «creato pubblico scandalo, sofferenze e nocumento alla comunità ecclesiale» ed essendo «ritenuto colpevole di gravi reati, alcuni dei quali lesivi della reputazione di diverse persone».

La decisione è scaturita da un procedimento canonico condotto dalla Congregazione per il clero. Marrese è stato anche vicerettore del Santuario Mariano di Pompei, la cui prelatura ieri ha ricevuto la conferma definitiva della decisione approvata in forma specifica da papa Francesco il 7 novembre 2020. Al Santo Padre Marrese aveva sottoposto una richiesta di grazia l’11 dicembre scorso. L’ex cappellano era finito sotto inchiesta per tentata concussione, detenzione di materiale pedopornografico, millantato credito, favoreggiamento, accesso abusivo a un sistema informatico, perquisizione arbitraria, calunnia aggravata e stalking.

Tra i suoi bersagli, secondo la Procura di Massa, diversi militari di stanza nella provincia massese e anche a Pisa tra Cisam, carabinieri e Folgore. Al centro delle sue azioni i ricatti a sfondo sessuale. Al no dei suoi obiettivi, stando alle accuse, iniziavano le ritorsioni.

«Antonio Marrese – viene aggiunto dalla Congregazione per il clero – ha avuto ampia possibilità di difendersi, esercitandola sia attraverso ricorsi gerarchici, sia attraverso deposizioni orali e scritte sue, del suo legale e dei testimoni da lui indicati. Marrese rimane in comunione con la Chiesa in quanto fratello battezzato in Cristo e invitato ad attingere, come ogni fedele, alla grazia della parola di Dio e dei sacramenti». —

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