Attenzione
Entro domenica la decisione sulla vendita dell'Ids
Ultimo fine settimana di trattative per l’azienda del settore tecnologico a Montacchiello: a rischio oltre 200 posti di lavoro
Pisa. La risposta, definitiva, arriverà entro domenica. Ancora un weekend, l’ultimo, per cercare di assicurare un futuro alla Ids-Ingegneria dei sistemi.
È arrivata al giro di boa la trattativa per la possibile cessione della società di Montacchiello, ultima chance per cercare di garantire continuità alle attività di ricerca e innovazione nei settori dell’ingegneria elettromagnetica, delle comunicazioni satellitari, dell’aeronautica e del radar per applicazioni civili e di difesa, avviate quattro decenni fa. Pochi giorni per cercare di colmare il gap tra l’azienda che ha sedi anche a Roma, Napoli, Catanzaro e Taranto e il gruppo italiano che sta negoziando l’acquisto.
«La trattativa ha subito un rallentamento», ammette Fausto Azzi, amministratore delegato della Ids. Una possibile intesa con uno dei due gruppi che avevano puntato l’attenzione sulla società di Montacchiello era attesa per la fine dello scorso dicembre. «Con un gruppo la trattativa si è fermata – prosegue l’ad –. È proseguita invece con l’altra società, la più grande. La discussione per la possibile cessione si chiuderà entro il fine settimana. Stiamo cercando di colmare le distanze che ci sono per concludere l’operazione».
Ancora pochi giorni per cercare un’intesa e mettere al sicuro quello che da quattro decenni è considerato un piccolo gioiello per lo sviluppo delle nuove tecnologie e i suoi oltre duecento lavoratori (di cui 128 impiegati nella sede pisana). «Se l’operazione non dovesse andare a buon fine, si aprirebbero scenari molti negativi», afferma l’amministratore delegato. Nonostante i tanti investimenti che hanno reso l’Ids un’eccellenza in ambito internazionale in tanti settori (negli ultimi tempi, in particolare, quello dello sviluppo dei droni) la società è stata costretta ad andare a più riprese sul mercato per cercare di salvaguardare quel contenitore di professionalità e innovazioni fondato nel 1980. La società ha intanto convocato per lunedì prossimo le organizzazioni sindacali per comunicare l’esito della trattativa.
Un percorso, quello della possibile cessione, accompagnato dalla mobilitazione dei lavoratori che ieri hanno incrociato per l’ennesima volta le braccia. Otto ore di sciopero in tutte le sedi del gruppo, nell’ambito di un’astensione dal lavoro indetta da Fiom-Cgil e Fim-Cisl, per rivendicare chiarezza e trasparenza e chiedere il coinvolgimento delle istituzioni locali. «È evidente che la trattativa di cessione non sta andando a buon fine – sottolineano i sindacati –. La società da diversi anni sta attraversando una crisi finanziaria che ha già comportato la vendita di importanti divisioni tecnologiche (GeoRadar, Ids Air Navigation). L’attuale drammatica situazione finanziaria vede come unica soluzione per la continuità dell’azienda una cessione completa a potenziali acquirenti in grado di poter rilanciare e dare continuità ad un polo tecnologico formato da importanti competenze professionali, ma lo stato in cui si trova l’azienda non concede più tempo». –
Danilo Renzullo
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