Gioco
Caro Alexander, le spiego perché si innamorerà presto di noi. E quella coincidenza del gennaio 1921
Lettera al nuovo patron nerazzurro di Fabio Vasarelli, rappresentante del Pisa 1909 Football Museum. In fondo all'intervento i piani di Knaster e il racconto di Giuseppe Corrado
Egregio dottor Alexander Knaster, ben arrivato a Pisa, una piccola città rispetto a quelle da lei abitualmente visitate e vissute, ma antichissima e ricca di storia e di arte. Anche il calcio è sempre stato vissuto con passione da una tifoseria conosciuta in tutti gli stadi d’Italia, nonostante le basse categorie frequentate dal Pisa negli ultimi trent’anni (compresi due fallimenti e un quasi-fallimento relativo ad appena quattro anni fa). Sono convinto che una volta finita l’emergenza pandemica e avrà il piacere di venire a vedere una partita all’Arena con il pubblico, potrà rendersi conto di persona dell’affetto e del calore della gente al fianco della squadra e dell’amore verso questi gloriosi colori. Sempre con calma, potrà visitare musei, chiese, piazze, monumenti, lungarni, palazzi storici e innamorarsi di questo patrimonio concentrato in pochi chilometri quadrati. Anche la città tutta dovrebbe essere orgogliosa dell’arrivo di un top-manager come lei perché, oltre a farci sognare sul campo, ci sono tantissime opportunità legate alle strutture dello stadio, ai campi di allenamento e all’aspetto turistico, culturale e dello spettacolo, che lei sicuramente ha già intuito. Questa operazione prestigiosa, legata alla squadra di calcio, può svegliare e rilanciare tutta l’economia della zona e aiutare Pisa a “cambiare passo” sotto molti punti di vista. Lei può dare molto alla città e scoprirà che Pisa potrà ricambiare con gli interessi: affetto, stima, sogni, soddisfazioni umane.
Bisogna dunque segnarci la data del 20 gennaio 2021 perché ha tutte le carte in regola per diventare un altro momento storico del Pisa Sporting Club, nella sua ultracentenaria vita. Per chi non crede alle coincidenze memorabili, viene subito in mente un curioso parallelo: esattamente un secolo fa, il 5 gennaio del 1921, arrivava a Pisa, in treno, tale József Ging, uno sconosciuto allenatore ungherese che proprio in quell’anno prese un manipolo di agitati ragazzi, insegnò loro il gioco del calcio e portò il Pisa al più alto traguardo sportivo mai raggiunto, ovvero a giocarsi la finale scudetto contro la Pro Vercelli; finale sfortunata e maledetta, persa per 2-1 in 10 uomini, a Torino con un arbitro di Torino non proprio imparziale. L’altra grande stagione del Pisa si lega indissolubilmente agli anni Ottanta e alla presidenza di Romeo Anconetani; il prato dell’Arena (ristrutturata sapientemente per la serie A dell’epoca) ha avuto l’onore di ospitare i vari Maradona, Platini, Van Basten, Matthäus, Zico, Baresi… il ghota del calcio mondiale di quel periodo. Sono quasi trent’anni che a Pisa non si vede la massima serie e abbiamo tutti innegabilmente fame di calcio, di grande calcio e di grandi emozioni sportive. Gli ultimi anni ci hanno visto soffrire, gioire, sperare in società serie e facoltose, alcune delle quali poi si sono rivelate non serie o limitate negli obiettivi. Altre società vanno ringraziate per la rinascita dai due fallimenti e per la sopravvivenza in particolari periodi critici.
Un plauso particolare va senza dubbio alla famiglia Corrado (e ai soci), che ha lavorato molto bene, regalando al Pisa concretezza e progettualità (sportiva e non). La serie B è stata subito battezzata come un punto di partenza e non di arrivo e con il progetto del nuovo stadio, si è creato quel giusto appeal verso i capitali esteri che tutte le società calcistiche sognano, ma che adesso, a Pisa, è diventato realtà con il suo ingresso in società. La segretezza della trattativa e il fatto di non aver mai comunicato nulla se non la avvenuta firma è senza dubbio un segnale di grande serietà e di alto profilo imprenditoriale. L’Arena Garibaldi, nata agli inizi dell’Ottocento come teatro e poi divenuto ippodromo, è un luogo simbolo per il calcio cittadino, che merita un progetto di alto livello, ormai improcrastinabile.
Come rappresentante del Pisa 1909 Football Museum (un manipolo di innamorati del Pisa e della sua storia, che da oltre dieci anni si batte per impiantare allo stadio un museo del calcio), sarà mio dovere farle recapitare un compendio della vita del club (libri, brochure, gadget...) che spero possa essere di suo gradimento e che possa aiutarla più velocemente a comprendere quanto interesse ci sia intorno al Pisa Sporting Club.
Le auguro quindi un ottimo e sereno lavoro, che possa essere questo il primo passo di un lungo rapporto con questa città e questa squadra, anche perché a Pisa si sta benissimo e si mangia altrettanto bene. L’auspicio è quello che possa nascere un nuovo sogno nerazzurro in noi tifosi e parallelamente il mio auspicio va alla città, che sappia accoglierla con affetto e lungimiranza, scrollandosi di dosso l’etichetta del provincialismo e con la consapevolezza di moltissime e inespresse possibilità in campo economico, turistico, sociale e culturale. Forza Pisa! Forza e avanti!
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