Stop ai minimarket dopo le 18 venerdì e sabato fino a marzo
Pisa, per i trasgressori sono previste multe tra i 400 e 3mila euro e la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni
pisa. È stata prorogata fino al 5 marzo l’ordinanza del sindaco Michele Conti che dispone la chiusura a partire dalle 18 dei giorni di venerdì e sabato dei minimarket situati in strade e aree ricomprese nella zona A e nella zona B individuate nel regolamento del commercio (zona Stazione e ampia parte del centro storico). La misura ha come obiettivo quello di fronteggiare la diffusione del contagio da Covid tra la popolazione. Per i trasgressori sono previste multe tra i 400 e 3mila euro e la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.
Nei giorni scorsi i controlli della Municipale hanno portato alla chiusura per alcuni giorni di tre minimarket del centro che avevano violato le disposizioni comunali.
«Si tratta di una misura precauzionale che abbiamo deciso di prorogare visto il perdurare dell’emergenza sanitaria per tutelare la salute della cittadinanza», dichiara l’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno.
Sul tema, invece, dello stop all’asporto dopo le 18 per bar e ristoranti la Fiepet Toscana Nord, il sindacato dei pubblici esercizi di Confesercenti, attacca: «È impensabile che fino al 5 marzo non sia possibile comprare una torta in una pasticceria o una bottiglia di vino in una enoteca dopo le 18, quando gli stessi prodotti si comprano regolarmente in un supermercato. Il divieto introdotto nel nuovo decreto riservato a bar e enoteche è gravemente iniquo. Faremo di tutto per modificarlo. Un divieto quasi da proibizionismo, se non fosse che è limitato solo a pubblici esercizi e negozi specializzati: la grande distribuzione potrà infatti continuare tranquillamente a vendere bevande, anche alcoliche».
La ratio del provvedimento è quella di impedire gli assembramenti davanti ai locali come avvenuto nel fine settimana scorsa. Ancora Fiepet Toscana Nord: «Si è scelto la strada più facile, quella cioè di chiudere i locali. Si colpisce l’asporto per colpire gli assembramenti, che comunque continueranno anche con i bar e le enoteche chiuse per decreto. Come se gli assembramenti fossero causati dai titolari degli esercizi, quando si tratta evidentemente di fenomeni esterni ai locali stessi e quindi da gestire da parte delle forze dell’ordine applicando le norme già presenti». —
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