Il Tirreno

Pisa

Gli studenti dell’Ateneo 

Continua la protesta per le tasse universitarie «troppo alte e ingiuste»

Giulia Serni

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Pisa. Le tasse universitarie continuano a preoccupare gli studenti. Ma come mai le rate sono aumentate? In tanti lo hanno chiesto nell’assemblea in streaming organizzata da SinistraPer a cui hanno partecipato un centinaio di persone. Il rettore Paolo Mancarella, qualche giorno fa, ha cercato di spiegare la situazione ma i ragazzi sostengono che il rettore abbia «un ruolo marginale in questa questione all’interno dell’Ateneo perché se ne occupa principalmente chi gestisce il bilancio».

«L’Università di Pisa – spiega Ginevra, di SinistraPer – è finanziata solo in parte con le rate, che però non possono superare il 20% del finanziamento complessivo, e in parte con il Ffo, il Fondo di finanziamento ordinario diviso in una quota premiale e in una quota storica. Quella premiale è concessa su parametri meritocratici. A Pisa l’abbassamento delle tasse di qualche anno fa è stato interpretato come diminuzione degli iscritti e ha portato ad una riduzione della quota premiale. Ecco perché le tasse quest’anno sono più alte».

A pagarle sono perlopiù i fuoricorso. A Pisa superano i 10mila ma i ragazzi sostengono di non essere in pari con gli esami a causa della programmazione didattica e delle modalità degli esami. «Ci sono facoltà – racconta Davide, studente di filosofia – dove il sistema dei crediti e la divisione degli esami ti porta a superarne uno in una sessione. Per non parlare di esami insuperabili, che costringono i ragazzi a doverli sostenere minimo 3 o 4 volte. Con la didattica a distanza la situazione è peggiorata. I test scritti hanno dei tempi strettissimi e risultano così impossibili da superare» .

«Oltretutto a Ingegneria – aggiunge Ginevra – c’è il blocco delle consegne a due: si può dare un esame solo due volte l’anno, quindi se uno non passa deve aspettare 12 mesi per riprovarci. È assurdo. Per non parlare poi dei tesisti che si sono visti ritardare la tesi perché non hanno potuto accedere ai laboratori, non hanno potuto fare il tirocinio o non hanno trovato in tempo tutti i libri in biblioteca per via della quarantena dei volumi».

Dall’assemblea arrivano anche le prime proposte. «Un bando di rimborso da riservare ai tesisti che per comprovati motivi hanno dovuto rimandare la laurea e continuare a pagare le tasse» e la possibilità di proroghe e rateizzazione per l’anno accademico in corso. –

Giulia Serni

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