La protesta
«Piscina comunale abbandonata Canottieri costretta a trasferirsi»
Interpellanza dei consiglieri Basta e Picchi (Pd) sull’impianto di Barbaricina «L’amministrazione agevoli la società per non disperdere un patrimonio storico»
PISA. «La piscina comunale è in uno stato di abbandono, con il suo patrimonio sociale e sportivo. L’amministrazione intervenga». Interpellanza presentata dai consiglieri comunali Vladimiro Basta e Oliva Picchi. «Da quando questa amministrazione si è insediata – scrivono nel documento – non è stata mai messa in campo una seria progettualità sulla piscina comunale gestita dalla Canottieri Arno Pisa, associazione sportiva fondata nel 1905, stella d’oro al merito sportivo».
A causa del primo lockdown «in accordo ai Dpcm – ricordano – sono state imposte delle chiusure forzate a salvaguardia del personale, ma anche a garanzia della utenza. Alla normalizzazione della prima ondata pandemica, alla fine dell’estate scorsa è stato possibile riaprire i battenti della struttura, con un necessario adeguamento degli spazi e della turnazione, conformemente a quanto previsto dalle linee guida del ministro della Sanità, con la possibilità di riprendere le attività agonistiche per il nuoto e la pallanuoto degli atleti iscritti alla Fin (Federazione Italiana Nuoto). Purtroppo, tale esperienza è durata qualche mese (settembre-ottobre), in quanto le rette degli atleti da sole non sono state sufficienti a coprire le spese generate da una struttura onnivora di energia con necessità di un riammodernamento».
La Canottieri Arno, i lavoratori, gli atleti e le relative famiglie coinvolte «a malincuore – sottolineano i consiglieri – hanno dovuto fare una scelta drastica, essendo mancato il sostegno economico del Comune richiesto ma rifiutato a più riprese. La Canottieri quindi per i suoi atleti agonisti ha dovuto chiedere ospitalità ai Comuni vicini, alle associazioni operanti in strutture analoghe, evidentemente non abbandonate dalle amministrazioni locali, che si sono dimostrate più sensibili a tale mondo, erogando ristori, rimborsi parziali delle spese, sospendendo tributi, rinegoziazioni delle convenzioni. In conclusione, gli atleti del nuoto hanno trovato ospitalità a Calci ed i pallanuotisti a Livorno».
Per i consiglieri democratici «risulta incomprensibile che questa amministrazione non abbia intrapreso un percorso di aiuto ad una realtà associativa simbolo dello sport pisano. Ci domandiamo quale sarà il risultato finale di questo abbandono». Così «a seguito di questa transumanza forzata, il Comune di Pisa deve intervenire tempestivamente» e per questo chiedono al sindaco e alla giunta «di spiegare alla cittadinanza, all’associazione, agli atleti, perché finora non è stato intrapreso alcun percorso di rinegoziazione della convenzione con il fine di favorire, gli atleti, le famiglie non ultimi i lavoratori».
I consiglieri chiedono inoltre «quali saranno le azioni per riaprire velocemente la piscina comunale per evitare di disperdere questo patrimonio sociale e sportivo» e «di rideterminare le condizioni economiche relative alla convenzione di gestione della piscina ai sensi dell’art. 216 del Decreto del Rilancio, facendosi carico del pagamento delle utenze, prorogando la concessione come previsto dal suddetto decreto». —
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