Sicurezza
Palpeggiata da uno sconosciuto mentre passeggia: arrestato
La brutta avventura di una giovane pisana a livorno
pisa. «Mi parlava con rabbia e in una lingua che non conoscevo. Cercavo di spingerlo via, perché mi stava toccando nelle parti intime e sull’interno coscia. Era una vera e propria violenza sessuale. Ho avuto una paura incredibile e le mie amiche sono subito corse ad aiutarmi. Grazie a Dio in quel momento passava un’auto della polizia…».
Sono le 21 di mercoledì 13 gennaio e siamo all’angolo fra piazza della Repubblica e via de Larderel a Livorno.
Alessandra – è un nome di fantasia – ha 21 anni, è appena arrivata da Pisa a Livorno per farsi un giro con due amiche in centro e sta per tornare a casa, visto che alle 22 scatta il coprifuoco imposto dall’emergenza coronavirus.
All’improvviso, mentre cammina, le si avvicina un uomo alto, robusto e all’apparenza non in sé, forse ubriaco. La strattona. La palpeggia, toccandola nelle parti intime attraverso i pantaloni attillati. Lei urla. Dalle finestre si affacciano alcune persone, i passanti si voltano e si avvicinano. Le amiche cercano di allontanarlo. Lei si divincola.
Lui – forse parlando nella sua lingua o comunque con un idioma assolutamente non comprensibile ad Alessandra – sputa rabbia. Poi scappa. Ma in quel momento, prima che chiunque abbia il tempo di chiamare il 113, sta passando un equipaggio delle volanti che ferma il fuggitivo e – con altri colleghi in supporto che giungono dopo pochi minuti – lo arresta con l’accusa di violenza sessuale.
È già in carcere il ventottenne nigeriano Frank Ukponmwan. Richiedente asilo e in Italia da tre anni, dove è arrivato nel 2018, vive e lavora a Piombino, dove è residente in un appartamento della città.
La vittima – una ragazza di 21 anni e residente a Pisa – ha subito raccontato agli agenti ciò che era appena successo: «Le sue intenzioni erano inequivocabilmente dirette a strappare una violenza sessuale contro la mia volontà», ha ripetuto al personale della questura, che l’ha ascoltata immediatamente.
Un racconto confermato anche da alcuni testimoni, ascoltati sul posto dagli inquirenti.
Uno di loro, in particolare, si è affacciato alla finestra udendo le urla della ventunenne: «Lei gli diceva che non era una p... – ha spiegato – e che lui non gli doveva dare noia. Così ha iniziato a spintonarla, mentre lei gli gridava di toglierle le mani di dosso. Si era avvicinato cercando un contatto fisico violento».
La giovane, per fortuna, seppur sotto choc non ha richiesto l’intervento delle ambulanze e non è neanche andata in ospedale autonomamente.
Portato negli uffici di viale Boccaccio e ascoltato dai poliziotti, il ventinovenne non avrebbe invece saputo spiegare i motivi del gesto inconsulto, trincerando nel silenzio.
Per altro – attorno alle 14.30 – gli stessi agenti della questura lo avevano identificato sempre fra piazza della Repubblica e piazza del Cisternone perché al 113 alcune persone avevano telefonato lamentandosi di un uomo (risultato poi lui) che stava importunando i passanti senza alcuna ragione, disturbandoli mentre era in escandescenze. —
Stefano Taglione
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
