Gioco
La pizzeria gourmet si ferma: «Spese fisse maggiori dei ricavi e gli aiuti non bastano, chiudiamo»
Il titolare della pizzeria gourmet “Gusto al 129” spiega le ragioni per le quali ha deciso di fermarsi
PISA. Non una protesta, ma una scelta per guardare al futuro. Nel giorno in cui va in scena la decisione di molti ristoratori a livello nazionale e locale di manifestare il proprio dissenso, attraverso un flash mob, per far sentire la propria voce di fronte ad un crisi pesantissima provocata dal Covid, c’è chi ha deciso di non approfittare della zona gialla e di chiudere il locale, dopo mesi di asporto.
Un stop “ragionato” fino al 15 febbraio, per salvaguardare la propria attività. Una scelta non facile e dolorosa allo stesso tempo, «ma al momento era l’unica praticabile». Parola di Roberto Muscas, titolare alla pizzeria-guormet “Gusto al 129” in via Sighieri a Pisa.
Il locale è molto conosciuto in città, grazie alla passione per l’arte bianca di Roberto e di sua moglie Simona Marsicano, che nel 2020 è riuscito ad aggiudicarsi “due spicchi” dalla rivista specializzata Gambero Rosso, per le loro creazioni molto particolari, a cominciare dall’impasto. Ma il virus si sa ha mescolato con violenza le carte in tavola.
«Quella chiudere non è stata una scelta facile – sottolinea Muscas – ma siamo abituati a fare scelte difficili nel bene e nel male. E neanche una lamentela, ma lo Stato non sta aiutando la ristorazione come ci meritiamo. Nel frattempo studieremo per migliorare la nostra offerta, completeremo le rifiniture della nuova sala che avevamo aperto e cercheremo di proporvi cose nuove ed interessanti. Questo quindi è un arrivederci; ci prendiamo una pausa per capire in che direzione dobbiamo andare e lì ci troveremo, con l’augurio per tutti che le cose si sistemino il prima possibile».
La data per questa ripartenza 2021, Roberto Muscas l’ha fissata al 15 febbraio. Fino a tale data il suo locale resterà chiuso. La situazione è molto chiara. «Non ha senso rimanere aperti – sottolinea l’imprenditore – quando non possiamo lavorare la sera, per una attività come la mia non specializzata nella consegna a domicilio. A pranzo poi si fa molta fatica essendo gli uffici in smart working. Insomma è difficile far quadrare i bilanci» .
Eppure le idee a Roberto Muscas non sono mancate. A dicembre grazie alla sua professionalità era riuscito a reinventarsi, sfornando ottimi panettoni, molto apprezzati sia in città che in tutta la Toscana, oltre naturalmente ad offrire a casa le sue pizze gourmet. «Ma nonostante tutto – continua Muscas – le spese fisse sono sempre maggiori rispetto ai ricavi. I ristori poi, non sono adeguati alle perdite. Per fare un esempio, i ristori centro storico di quattro mesi 2020, 1700 euro in tutto, non mi hanno permesso neanche di pagare un mese di affitto. Senza pensare a tutte quelle utenze che continuano ad arrivare. I contributi che dobbiamo versare. Io per questo 2020 sono in pari. Ma sono molto preoccupato per il futuro. Mi sento un po’ come una macchina che sta per andare in riserva con la benzina. Ebbene, prima di arrivare al segnale del rosso, ho pensato di fermarmi, nella consapevolezza che questa zona gialla non è in grado di offrire ossigeno ad imprese come le mia che danno lavoro a me e a quattro dipendenti».
Mentre la voglia di riconciare è tanta. E lui, Roberto Muscas di forza e coraggio ne ha da vendere. In questi mesi di stop forzato, non è stato con le mani in mano, ha anche ampliato il locale, in attesa della ripartenza e avendo una certa dimestichezza con le farine, grazie ad un corso ed un diploma guadagnato all’Università della Pizza del Mulino Quaglia, Muscas si è messo, oltre alle pizze, a fare anche i panettoni artigianali. Insomma da pizzaiolo si è trasformato in un abile pasticciere. Un passo non semplice, ma preparato già da qualche tempo, che in questo periodo dettato dai limiti del Covid si è dimostrato più che azzeccato. «Io voglio poter tornare a lavorare come un tempo – conclude Roberto Muscas – e per questo mi sto tutelando con questa chiusura ragionata, per tornare quanto prima operativo a sfornare le mie pizze. Pensando anche alla colombe di Pasqua, naturalmente tutte artigianali e con materie prime sceltissime, nella speranza che questo virus ci dia un po’ di tregua» . –
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