Gioco
Giacomo e la smentita del Serra «Mi trovavo nel panico più totale»
calci. Un rogo spaventoso che la sera del 24 settembre 2018 distrusse quattro case, ne danneggiò undici e bruciò 1.200 ettari di bosco desertificando una vegetazione a cui serviranno decenni per ritornare alla condizione precedente alle fiamme.
Il conto del dolore comprende anche la fauna sparita tra le fiamme. Due le frazioni fatte evacuare per un totale di circa 700 persone che per una notte dormirono fuori casa.
In uno scenario del genere che nessuno si sia fatto male è un mezzo miracolo. Almeno quello, pensarono i soccorritori all’indomani di un incendio tra i più estesi registrati a livello nazionale. Accusato di aver causato «danni incalcolabili» come ha detto la pm nella sua requisitoria, Giacomo Franceschi dopo una prima ammissione colposa del fatto ha ritrattato sostenendo di essere andato in confusione e di non essere lui il piromane del Serra.
Chiamato a dare la sua versione dei fatti, Franceschi nell’udienza in cui è stato ascoltato disse: «Sono stato nove mesi in carcere e un anno ai domiciliari. Mi è servito per pensare. La sera del 24 settembre 2018 non ero sul Serra. Ci sono andato con le squadre antincendio. Quando ho detto ai carabinieri e al magistrato che c’ero stato ero in piena confusione, panico totale. Non so neanche io perché le dette quelle cose». —
P.B.
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