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«Siamo al collasso fatturati giù dell’80%»

«Siamo al collasso fatturati giù dell’80%»

Il grido di dolore della presidente Grassini contro il governo Sardelli (Fiepet): colpo di grazia lo stop all’asporto dopo le 18

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pisa. «L’economia è al disastro e il serrato avvicendarsi dei decreti del governo rende impossibile il lavoro delle imprese».

In attesa del nuovo e imminente provvedimento del governo, a parlare è Federica Grassini, presidente di Confcommercio Provincia di Pisa: «Non entriamo in alcun modo nelle questioni sanitarie, che non sono di nostra competenza, ma dal punto di vista economico siamo al collasso e il fallimento è totale. Ad essersi infettata è l’economia italiana. I fatturati di negozi e attività commerciali, soprattutto di beni non alimentari, sono crollati in media dal 50 all’80 per cento. È lo stesso Istituto Nazionale di Statistica a parlare di una depauperazione del sistema imprenditoriale, con molte aziende che in presenza di un prolungato vuoto di domanda a cui non corrispondono sostegni adeguati, sono già uscite o usciranno dal mercato. Per le piccole imprese di alcuni settori come l’abbigliamento e le calzature, i danni inflitti dalla pandemia si sono trasformati in disastri aggravati dallo spostamento della domanda verso il commercio elettronico».

Sul tema interviene anche il presidente Fiepet Toscana Nord Luca Sardelli: «Siamo stanchi di essere considerati i principali colpevoli dell’impennata dei contagi, pensando così di risolvere il problema aumentando le restrizioni nei confronti di bar e ristoranti. Le anticipazioni del nuovo Dpcm secondo le quali dopo le 18 verrebbe impedito anche l’asporto, sarebbero il colpo di grazia su migliaia di attività. L’emergenza economica del settore della somministrazione e è già insostenibile. Prolungare ancora le restrizioni e introdurne di nuove vuol dire dare il colpo di grazia alle imprese. Nonostante non fosse sufficiente a recuperare quanto perso con le restrizioni, in questi mesi l’asporto ha permesso a molte attività di galleggiare. Oltre a quello economico, il divieto di asporto rischia anche di avere un impatto psicologico sugli imprenditori, che si vedono privati di quel poco di lavoro che era rimasto loro senza compensazioni. Se bar e ristoranti vanno chiusi per il bene di tutti, lo Stato garantisca sostegni consistenti ad imprenditori e lavoratori e si faccia carico delle spese fisse, dalle bollette alle utenze. Se il problema è la presunta movida dopo le 18 davanti ai locali basta applicare la norma che vieta il consumo di alcool in strada, prevista anche nel Dpcm di Natale. Anche perché, cosa altrettanto nota, le bevande spesso si comprano al minimarket o nella grande distribuzione e poi si portano in piazza». —

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