Sicurezza
Il “bruco” per l’endoscopia riscuote consensi a Londra
pisa. L'endoscopia robotica “made in Pisa” alla ribalta nel simposium di Londra. Un webinar internazionale durato un'intera giornata dedicata alle malattie del colon retto, a cui hanno partecipato grandi esperti endoscopisti, chirurghi e gastroenterologi da tutto il mondo: Australia, India, Florida, Regno Unito e Italia.
Uno di loro, Sergio Coda, italiano doc ma inglese da 12 anni, si è laureato in Medicina a Roma circa venti anni fa e si è specializzato subito dopo in chirurgia generale. Adesso lavora come chirurgo endoscopista al “Queen's Hospital” di Londra ed è anche vice direttore del dipartimento di screening: «Mi occupo in particolare di diagnosi dei tumori precoci dell'apparato digestivo. Questo simposio – spiega – è stato organizzato anche per inaugurare il centro multidisciplinare che abbiamo realizzato nel nostro ospedale da circa un anno».
Sergio Coda, sposato e padre di tre figli, lavora usando quotidianamente strumenti flessibili e fibre ottiche. «Ormai non tocco più il bisturi», dice.
Fu durante la specializzione in chirurgia a Roma che si trasferì per tre mesi in un ospedale di Tokyo: «Ero affascinato da dei colleghi giapponesi e volevo apprendere il più possibile di queste tecniche mini invasive».
Al simposium sono stati evidenziati tutti i vantaggi della chirurgia robotica e quindi anche di “Endotics”, l'endoscopio morbido, progettato e realizzato dagli ingegneri della Sant'Anna di Pisa, che permette di eseguire la colonscopia senza alcun rischio per il paziente, e in maniera del tutto indolore. «Sono venuto a conoscenza di “Endotics” – racconta il dottor Coda – grazie ad un mio collega che è venuto a Pisa proprio per conoscere da vicino questa metodica. Adesso la vogliamo introdurre anche nel nostro ospedale, ci speriamo molto, perché si tratta – aggiunge – di uno strumento assolutamente sicuro, nel senso che non può perforare, igienico, indolore e che ha dei costi sensibilmente più bassi rispetto a quello tradizionale. Una soluzione per lo screening di massa assolutamente ottima. Non solo, bisogna considerare – continua Coda – che per un medico imparare ad eseguire una endoscopia con il “bruco” è molto più semplice e veloce, bastano circa 12 esecuzioni, viceversa col sistema tradizionale si impiegano circa cinque anni».
Lo screening per la prevenzione del cancro al colon inizia a 50 anni in Italia, mentre nel Regno Unito a 60 anni e «dopo i 60 anni – sottolinea Coda – il rischio di cancro colon rettale può essere anche alto, fino a 1 su 19. Inoltre, si pensa che tra qualche anno il tumore al colon supererà, come incidenza, quello della prostata per l'uomo e della mammella per la donna. Purtroppo – conclude – è diventato sempre meno inusuale trovare un cancro del colon in persone di 35 o 40 anni». —
Patrizia Redi
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