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Fango sulla ciclabile la protesta della Fiab

Roberta Galli
Fango sulla ciclabile la protesta della Fiab

Occorre coinvolgere Pisa per una riqualificazione  del percorso che costeggia l’acquedotto mediceo

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san giuliano. Il percorso ciclabile che corre lungo l’acquedotto mediceo, nel comune di San Giuliano, a causa delle piogge di questi giorni è stato ridotto in alcuni punti a un campo di battaglia. Eppure questo percorso verde, soprattutto in questo periodo difficile, segnato dai limiti imposti dal Covid, rappresenta un punto di riferimento per chi ama le due ruote, ma anche per chi desidera fare due passi a piedi ammirando il bellissimo paesaggio circostante. Allo stato attuale, però, non è semplice doversi districare tra piscine a cielo aperto e fango. Una situazione di disagio che ha portato il presidente della Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) di Pisa Carlo Carminati a scrivere una lettera al sindaco di San Giuliano Sergio Di Maio affinché questo percorso venga tutelato e maggiormente valorizzato attraverso un più ampio progetto di recupero, legato alla mobilità sostenibile. «Le lunghe piogge e la superficie terrosa hanno causato ampie e profonde pozzanghere che costringono pedoni e ciclisti a percorrere il tratto lungo la strada – scrive Carminati –. Più volte come Fiab abbiamo evidenziato l'importanza di questo percorso, non solo per l'alto valore culturale e monumentale (grazie al bellissimo acquedotto mediceo che lo affianca), ma anche per la sua valenza di infrastruttura ciclabile. I pochi chilometri che separano Asciano da Pisa consentirebbero a molti cittadini di percorrere il tragitto in bicicletta abbandonando l'uso dell'auto». Ma non solo. «Una pista ciclabile – prosegue Carminati – potrebbe inoltre essere utilizzata con maggior soddisfazione anche dai molti podisti e atleti che già la frequentano, dando vita a un vero e proprio percorso salute. Troviamo quindi insensato il fatto che ad oggi, per quanto a nostra conoscenza, non vi sia un valido progetto di recupero del percorso lungo i Condotti, ma esso venga lasciato nelle condizioni testimoniate da numerosi cittadini che lo attraversano». Una situazione difficile, come testimonia anche Leonora Rossi, socia Fiab: «Dispiace vedere la pista in quelle condizioni – afferma Rossi – ma soprattutto pensare alla mancanza di un progetto che valorizzi l’interno percorso».

«Come noto l’acquedotto non è di proprietà del nostro Comune ma di Pisa – interviene il sindaco Di Maio interpellato da Il Tirreno – e proprio Pisa ha ottenuto importanti finanziamenti per il recupero di questo patrimonio. Ebbene occorre che sia chiaro che qualsiasi intervento di recupero e valorizzazione del percorso ciclabile non può prescindere dal progetto di riqualificazione dello stesso e siamo pronti a metterci a discutere con Pisa su come intervenire». —

Roberta Galli

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