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Pisa

l’unione degli universitari 

«Troppi i soldi chiesti agli iscritti e pochi da Roma»

«Troppi i soldi chiesti agli iscritti e pochi da Roma»

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pisa. «Nell’ultima seduta dell’anno del senato accademico è stato discusso il bilancio preventivo d’ateneo per il 2021. Ancora una volta il bilancio dell’Università di Pisa ha mostrato delle criticità». È questo il commento dei rappresentanti dell’Udu - Das Pisa (L’Unione degli universitari dell’ateneo pisano). Il motivo? La “quota” prelevata dalle tasche degli studenti e delle loro famiglie che andrebbe oltre i limiti imposti dalle norme nazionali e nello specifico dalla legge 306 del 1997. La norma stabilisce che «la somma complessiva di tutte le tasse degli studenti in un ateneo non può superare il 20% di quanto ricevuto nello stesso anno dal Fondo di Finanziamento Ordinario (Ffo) dello Stato». Il fondo ammonta, nel bilancio di previsione 2021, a 209 milioni e 519mila euro circa. Un volume complessivo di risorse previste da Roma che nei documenti di bilancio viene messo in rapporto alla quota di tasse, cioè contribuzione studentesca, al netto dei contributi aggiuntivi previsti quest’anno per gli studenti fuoricorso o “non regolari”. Ne deriva una cifra pari a 29 milioni e 524mila euro e spiccioli, pari al 14% del Ffo. Insomma tutto regolare per l’ateneo. Non per l’Udu-Das che contesta come il reale volume della contribuzione studentesca (comprensivo anche delle quote dei fuoricorso) sia oltre il 20%. «Si vanno a prelevare dalle tasche degli studenti oltre 5 milioni di euro in più di quanto consentito dalla legge – affermano in una nota gli studenti –. Nonostante i progressi degli anni passati che, grazie al nostro lavoro negli organi, hanno visto una graduale riduzione di tale rapporto, l’Università e le altre forze studentesche continuano ad approvare un bilancio fuorilegge. Come Unione degli Universitari abbiamo deciso di astenerci nel voto. Il Fondo di Finanziamento Ordinario è in diminuzione, ma l'Università di Pisa non può sostenersi sulle spalle degli studenti. Malgrado i progressi fatti e la difficoltà che anche il nostro ateneo ha affrontato quest’anno, non possiamo riconoscere un bilancio in cui la contribuzione studentesca è troppo alta. Il prezzo del sottofinanziamento delle Università non lo possono pagare gli studenti». —

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