Il Tirreno

Pisa

chiusura (per ora) scongiurata  

Opere pubbliche, resta a Pisa la sede del provveditorato

D.R.

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pisa. Resta aperta, ma a tempo determinato, la sede pisana del provveditorato alle opere pubbliche. È stata scongiurata al momento la dismissione dell’ufficio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la gestione del patrimonio demaniale in provincia. La sede di piazza dei Cavalieri e i suoi addetti, una decina tra tecnici e amministrativi, erano finiti nel calderone di un piano di tagli firmato nei mesi scorsi dal provveditore interregionale per le opere pubbliche della Toscana, Marche e Umbria, ultimo atto del dirigente prima del suo trasferimento a Roma, che sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio. Il piano è stato fermato in attesa di una ristrutturazione che sarà decisa dal ministero. «Il provveditore aveva disposto, sulla base di una serie di argomentazioni di ordine gestionale e organizzativo e senza il necessario passaggio con le organizzazioni sindacali, la chiusura delle sedi delle sezioni tecniche territoriali di Arezzo-Siena, Lucca, Massa, Pisa e Terni – spiegano Giovanna Bernardini, segretario funzioni centrali Fp-Cgil di Pisa, e Giovanna Lo Zopone, segretario funzioni centrali Fp-Cgil Toscana –. Dal momento che le sezioni territoriali sono un fondamentale strumento di raccordo operativo fra il provveditorato alle opere pubbliche, le istituzione e le amministrazioni del territorio, per le quali la sezione provvede anche alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, la Fp-Cgil si è opposta fin da subito a questa decisione e ha ottenuto per il momento un rinvio». Scongiurata la chiusura, il provveditorato alle opere pubbliche di Pisa potrebbe rientrare in una manovra di ristrutturazione. «Da anni che chiediamo assunzioni di personale e potenziamento dei servizi – prosegue la Fp-Cgil –. Le soluzioni che ci vengono prospettate dal ministero sono invece chiusure. Continueremo a batterci per arrivare a una soluzione che mantenga la sede anche a Pisa, perché è solo esercitando le funzioni sui territori che si possono garantire i servizi e i diritti di cittadinanza». — D.R.

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