Sicurezza
«Panda pagata e mai vista e ora sono rimasto a piedi»
Inchiesta sull’autosalone di Migliarino: Un altro cliente denuncia ai carabinieri i responsabili della rivendita di auto a km 0. La difesa dei commercianti: «Problemi con il fornitore, riavrà i suoi soldi»
VECCHIANO. Il 27 novembre ha pagato 8.300 euro per una Fiat Panda a chilometro zero, immatricolata appena due mesi prima. Ma da allora, purtroppo, quell’auto grigio-metallizzata che ha potuto visionare personalmente all’interno dell’autosalone non l’ha mai ricevuta. E per questo ha sporto denuncia ai carabinieri. «Sono a piedi da quasi due mesi, come faccio a spostarmi? Se potessi muovermi mi andrei a incatenare fuori da quell’edificio».
A contattare Il Tirreno è Massimo Gimignani, pensionato livornese di 67 anni, che per risparmiare qualche soldo lo scorso autunno ha deciso di acquistare la nuova macchina nell’autosalone Autoelle Group di Migliarino Pisano. L’affare lo ha concluso il 24 novembre scorso, trattando con un venditore, e tre giorni più tardi ha saldato il conto parlando direttamente con il titolare della società. Dopo l’acconto di duemila euro, infatti, ha versato gli altri 6.300 con un bonifico. Una cifra importante per un pensionato come lui.
«Avevo a disposizione anche il numero di targa e, in attesa di entrare in possesso del mezzo, avevo perfino stipulato il contratto di assicurazione – dice Gimignani – ma purtroppo l’ho dovuto annullare. Fra l’altro, andando all’Aci, ho scoperto che la macchina in realtà era di proprietà di un concessionario di Ponsacco. Dopo averlo contattato mi ha detto che, in realtà, all’Autoelle era solo in conto vendita». Poco importava, per Gimignani, di chi fosse: lui voleva solo guidarla, visto che l’aveva vista e pagata con i suoi risparmi.
«Ho chiesto più volte il motivo di questi lunghi ritardi – prosegue – e mi è stato risposto che l’auto non mi poteva essere consegnata subito, ma più avanti perché era una “demo”. Ma non me lo aveva mica detto, altrimenti avrei preso altre strade. Io avevo bisogno subito della macchina».
La prima richiesta di spiegazioni arriva il 14 dicembre, con Gimignani che a uno dei responsabili dell’autosalone chiede il motivo delle lungaggini: «Mi ha risposto che mi avrebbe restituito i soldi, così avrei potuto comprare la macchina dove volevo». Ma da allora, come conferma il sessantasettenne, gli 8.300 euro non sono mai arrivati. E lui aspetta ancora la sua Panda grigio-metalizzata, alimentata a benzina, che ha comprato e che è stata immatricolata nel settembre 2020 con appena dieci chilometri segnati.
L’autosalone – contattato dal Tirreno – conferma la vicenda. E spiega come mai il pensionato livornese non ha ancora ricevuto la sua macchina. «Il nostro ex fornitore, con cui è tuttora in atto un contenzioso – fanno sapere dalla società – ci ha ritirato tutte le vetture. In questi giorni abbiamo comunque trovato un altro fornitore e appena possibile restituiremo tutti i soldi a Gimignani. Quanto accaduto è frutto di alcuni disguidi, ma la definizione degli accordi è in corso».
Nessuna truffa, quindi, da parte dell’autosalone pisano, almeno secondo i responsabili. Solo un problema con il vecchio fornitore, con cui è in atto un contenzioso. Fra l’altro, anche nella denuncia presentata ai carabinieri della Compagnia di Livorno, lo stesso sessantasettenne ha messo a verbale che «il giorno 10 dicembre – scrive nella querela – sono venuto a sapere che il capannone era vuoto e avevano portato via tutte le auto a bordo di una bisarca». —Stefano Taglione
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