Sicurezza
Addio al professor Blandizzi «Maestro e uomo del dialogo»
Il ricordo del rettore Mancarella per il docente di Farmacologia morto a 59 anni: «Ci lascia un grande professore e studioso che lavorava per il bene dell’Ateneo»
Pisa. Martedì scorso è morto a causa di un’improvvisa malattia cardiovascolare Corrado Blandizzi, docente di Farmacologia all’Università di Pisa. Il professore aveva 59 anni.
«La morte improvvisa e prematura del professor Blandizzi ha lasciato tutti noi esterrefatti, increduli», ha detto il magnifico rettore Paolo Mancarella appresa la notizia.
Parole che riflettono l’emozione di tutta la comunità accademica: «Ci ha lasciato un uomo buono, oltre che professore e ricercatore di altissimo profilo, che tanto ha dato alla sua Università – ha sottolineato Mancarella –. Ho avuto il privilegio di condividere con Corrado quattro anni in Senato accademico, dove sedeva in qualità di direttore di dipartimento, durante i quali è cresciuto tra noi un rapporto di grande stima e di amicizia. I suoi contributi sono sempre stati improntati al dialogo, alla mediazione, al cercare soluzioni condivise per il bene dell’istituzione. Lascia in noi un grande vuoto».
Corrado Blandizzi era nato a Melbourne, in Australia, il 5 ottobre 1961. Nel 1988 si era laureato in Medicina e chirurgia con il massimo dei voti e lode all’Università di Pisa dove aveva proseguito gli studi conseguendo prima la specializzazione in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva (1992) e successivamente la specializzazione in Farmacologia (1997). La sua formazione è stata integrata da un periodo di studio presso l’Istituto di medicina sperimentale dell’Accademia delle scienze d’Ungheria a Budapest (1991) e successivamente da un dottorato ad Ann Arbor, negli Stati Uniti, presso il Centro di ricerca gastrointestinale del centro medico dell’Università del Michigan all’interno di un programma del Cnr e della Nato (1993-1994).
In seguito ha svolto tutta la sua carriera accademica all’Università di Pisa divenendo ricercatore nel 1996, professore associato nel 2000 e infine professore ordinario di Farmacologia nel 2010.
Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, tra i quali direttore del Centro interdipartimentale di ricerche di farmacologia clinica e terapia sperimentale (2009-2012); presidente del corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria (2012); coordinatore delle attività didattiche dei corsi di studio dell’Area medica (2012-2013); coordinatore del Comitato di coordinamento della didattica per l’area medica (2013); componente del Presidio della qualità (2013); presidente del corso di laurea in Medicina e chirurgia (2013-2016); direttore del Dipartimento di medicina clinica e sperimentale e contestualmente membro del Senato accademico (2016-2020). Per quanto riguarda l’attività assistenziale il professor Blandizzi era direttore della sezione operativa dipartimentale “monitoraggio delle reazioni avverse ai farmaci” dal 2011 e responsabile del Centro di sperimentazione clinica del farmaco.
I principali settori di ricerca di Corrado Blandizzi hanno riguardato la farmacologia del sistema gastrointestinale e cardiocircolatorio nonché la farmacovigilanza. La sua attività scientifica è documentata da più di 300 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali e da diversi capitoli di libri. Infine il professor Blandizzi è inventore di due brevetti.
«Per quanto estremamente brillante, la fredda descrizione dell’attività scientifica e accademica non rende però giustizia alla statura umana del professor Corrado Blandizzi – si legge in una nota dell’Università –. Uomo di grande onestà e rigore morale, dimostrava profonda umanità e sincera attenzione alle esigenze e alle aspirazioni di chi gli stava intorno. In tutti gli incarichi istituzionali che ha ricoperto ha sempre operato con un eccezionale spirito di servizio a favore dell’area medica e di tutto l’Ateneo. Chi lo conosceva più da vicino non poteva poi fare a meno di apprezzare il suo carattere e il suo modo di vivere, contrassegnato dalla determinazione nel perseguire i valori in cui credeva, dallo spirito ironico e dalla fede nell’amicizia e nei valori umani». —
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