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Una storia complicata dal referendum saltato alla sentenza del Tar

Una storia complicata dal referendum saltato alla sentenza del Tar

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PISA. Nel 2012 la giunta comunale (sindaco Marco Filippeschi, Pd) approvò una variante al regolamento urbanistico che prevedeva, tra l’altro, la possibilità di costruire un luogo di culto nell’area di Porta a Lucca lungo via del Brennero, vicino agli impianti del Cus.

L’Associazione culturale islamica acquistò tra il 2013 e il 2014 un terreno di circa 3.500 mq nella zona. E nel 2016 presentò formalmente il progetto per la moschea.

Nel frattempo si sono sviluppate iniziative di protesta nei confronti della costruzione della moschea, tanto che un “Comitato no moschea”, sostenuto dalle forze politiche del centrodestra, ha provato anche a indire un referendum popolare, ma senza riuscire ad ottenere l’approvazione.

L’attuale giunta Conti (centrodestra), sin dal suo insediamento, ha manifestato contrarietà alla moschea di Porta a Lucca. Per dare maggior forza a questa opposizione ha provato a legare la nuova variante al progetto di restyling dell’Arena. Ma l’1 giugno scorso il ricorso al Tar della comunità islamica è stato accolto. E la delibera che vietava la costruzione è stata quindi annullata sulla base del diritto fondamentale della libertà di culto. —

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