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L’Asbuc di Vecchiano al voto per rinnovare il consiglio

L’Asbuc di Vecchiano al voto per rinnovare il consiglio

Ancora aperto il contenzioso con il Comune per l’ex cava di San Frediano Il sindaco Angori: «Respinta l’ultima nostra proposta per arrivare a un accordo»

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vecchiano. Domenica prossima, 10 gennaio, si vota per il rinnovo dell’Asbuc (Amministrazione separata dei beni di uso civico) di Vecchiano, Avane, Filettole e Nodica. Hanno diritto di voto tutti gli elettori che hanno la residenza in queste quattro frazioni. Si vota dalle 7 alle 20 nella sala consiliare del Comune di Vecchiano, di fronte al Municipio. Ogni elettore può esprimere fino a quattro preferenze, scegliendo nelle due liste di candidati presentate o anche qualunque altro cittadino che sia elettore dell’Asbuc. Le schede con più di quattro preferenze saranno annullate. Nel comitato dell’Asbuc saranno eletti i cinque cittadini che riceveranno più preferenze. Per votare è necessario esibire soltanto un documento di identità (non è necessaria la tessera elettorale).

Le elezioni si svolgono mentre è ancora aperto il contenzioso tra Asbuc e il Comune di Vecchiano che nel 2019 poteva dar luogo a un pignoramento da parte del comitato nei confronti delle casse dell’ente.

Il Comune di Vecchiano era stato condannato a risarcire l’Asbuc per 2 milioni e 100mila euro per la presunta cattiva gestione dell’ex cava di San Frediano nel periodo 1995-2005. «Il primo accordo stipulato con il comitato – ricorda il sindaco Massimiliano Angori – risale alla primavera 2019 trasferendo all’organismo il 10% del valore dell’intera sentenza, ovvero circa 213mila euro. Contemporaneamente era stata avviata una verifica dello stato di sicurezza dell’ex sito di cava oggetto del contenzioso ed anche una prima analisi del progetto di messa in sicurezza della cava messo a punto da Asbuc, attraverso un apposito incarico che il nostro ente aveva affidato all’Università di Siena. La quale ha posto sotto la lente di ingrandimento il rischio di crollo dovuta all’escavazione presente nell’ipotesi progettuale di riqualificazione ambientale dell’ex cava presentato dal comitato».

Per giungere ad un accordo transattivo, anticipando il terzo grado di giudizio, il Comune «nello scorso ottobre ha incontrato il comitato – aggiunge Angori – proponendo un’intesa che avrebbe previsto da parte della nostra amministrazione di provvedere direttamente alla messa in sicurezza dell’ex cava di San Frediano per un costo presunto di 700mila euro, oltre a un ulteriore contributo una tantum in favore del comitato, pari a circa 150mila euro che, con quanto già versato nel 2019, andava a costituire la somma complessiva di 367mila euro».

I vertici Asbuc hanno però ritenuto insufficiente questa proposta «a fronte di uno sforzo notevole per le casse dell’ente – puntualizza il sindaco – soprattutto in un momento come quello della pandemia, dove obbligo nostro come istituzioni è quello sia di tenere salvaguardato il bilancio dell’ente che provvedere alle conseguenze della crisi economica». Angori sottolinea infine «che solo ora che è stata approvata la variante urbanistica al territorio rurale è possibile per il Comune di Vecchiano dare una risposta formale al progetto presentato da Asbuc per la messa in sicurezza dell’ex cava di San Frediano: solo ora infatti può essere convocata apposita conferenza dei servizi e avere parere formale da parte degli enti competenti. Ferma restando la posizione dell’Università di Siena». —

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