Gioco
Unità di strada da potenziare e affiancare alla stretta anti-alcol del sindaco Conti
Il solo divieto limitato a due supermercati non potrà incidere sul fenomeno dei senza fissa dimora che creano disagi
Danilo Renzullo
pisa. Non sarà modificata, nonostante criticità e contraddizioni, ma l'ordinanza che vieta la vendita di alcol nei supermercati limitrofi a Corso Italia sarà affiancata da una maggiore presenza degli operatori dell'unità di strada.
Nei prossimi giorni, un incontro tra l'amministrazione comunale e i responsabili del servizio della Società della salute dovrebbe stabilire tempi e modalità per potenziare il progetto. L'obiettivo è dare un supporto, offrire un concreto aiuto e fornire la possibilità di intraprendere percorsi di reinserimento a senzatetto e persone in grave disagio sociale.
Se l'ordinanza firmata dal sindaco Conti, che fino al 15 gennaio impone dalle 12 la sospensione della vendita di bevande alcoliche e superalcoliche nei supermercati Conad di via Cottolengo e Pam di via Pascoli, ha da un lato centrato l'obiettivo di limitare «gli afflussi consistenti di persone senza fissa dimora» che nei due supermercati acquistano vino e birra a basso costo e che «spesso in stato di alterazione alcolica, costituiscono motivo di minaccia o di fastidio per clienti e passanti» e di mettere un freno ai bivacchi, dall'altro rischia di delocalizzare i fenomeni di pochi metri. L'approvvigionamento di alcol a basso costo o comunque a prezzi contenuti continua infatti nelle decine di attività, market e minimarket che si trovano a poche decine o a poche centinaia di metri di distanza dai due supermercati.
Il rafforzamento delle unità di strada punta quindi anche a colmare le contraddizioni di un'ordinanza che continua ad attrarre una marea di critiche.
«È ormai assodato quale sia l'approccio della Lega quando sorge un problema: si prende e si sposta da un’altra parte – accusa Matteo Trapani, capogruppo Pd in consiglio comunale –. È un po' il modus operandi di chi, privo di idee, indica la luna pensando che tutti abbocchino focalizzandosi sulla sola punta del dito. Non è certo spostando i problemi che si trova la soluzione per risolverli. L'ultima ordinanza del sindaco che ha introdotto il divieto di vendita di alcolici nei supermercati per limitarne il consumo in via Cottolengo, via Pascoli e aree limitrofe, è assolutamente irragionevole. Un quadro già visto: i giovani consumano in centro e la maggioranza di governo limita (“chiude”) l'operatività dei bar e pub. I disagi vanno risolti a monte non a valle. Sono quindi importanti interventi forti e chiari sul sociale, sull'inclusione, sul coinvolgimento e il reintegro nella società di persone con problemi di carattere sociale, quali le dipendenze dalle droghe, dall'alcol e le ludopatie».
Un’ordinanza che, secondo Trapani, non solo non risolve determinati fenomeni, ma colpisce tutti i cittadini. «Dove deve andare il signore anziano dell'area per prendersi una bottiglia di vino da bere a cena con la sua famiglia quando il Conad e la Pam per ordinanza non possono rendere il servizio? – si chiede il capogruppo del Pd –. A questo Conti non ci pensa perché da quando è diventato sindaco si è allontanato dalla realtà, perché se tanto è vero che il signore anziano rinuncerà al prodotto, i problemi che si mirano a risolvere vengono solo ampliati. Queste ordinanze sono una dimostrazione di quanto la Lega tiene inoltre al commercio in città, ai nostri imprenditori, a tutti coloro che con il duro lavoro pagano anche le tasse comunali: meno di zero. Fin ora tutte le politiche leghiste – conclude Trapani – hanno solo favorito la creazione di attività di serie a, b, c e d a seconda di quali zone esse insistono».
Per il sindacato di base Cub, l'ordinanza «serve a poco» e rischia di «alimentare i problemi invece di risolverli». «Va cambiato decisamente approccio all'intera questione – è la richiesta del sindacato di base –. Il problema è annoso e irrisolto, riguarda le figure sociali ai margini della società, i posti letto insufficienti nelle strutture di assistenza, le politiche sociali del tutto inadeguate, la riduzione dei fondi destinati al terzo settore che si occupa di marginalità, la logica securitaria con la quale si pensa di affrontare e risolvere le problematiche sociali».
Un cambio di passo che per il sindacato coincide soprattutto con investimenti in politiche sociali e sostegni per l'uscita dalla marginalità. —
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