Il dolore
Truffa e peculato, pena ridotta per il professor Genazzani
pisa. I cinque anni per truffa aggravata e peculato inflitti in primo grado, nel processo in Corte d’Appello sono scesi a due anni e otto mesi con l’estinzione del reato di peculato per intervenuta prescrizione. E anche la provvisionale di 250 mila euro disposta dal Tribunale di Pisa a favore dell’Azienda ospedaliera è stata ridotta a 176 mila euro. Resta la confisca di «denaro, beni mobili e immobili, cointeressenze partecipazioni ed altri beni nella disponibilità o accessibilità dell’imputato per un valore corrispondente alla somma complessiva di 173.215 euro».
Ma il professor Andrea Riccardo Genazzani, 78 anni, di Calci, per anni luminare della ginecologia di livello nazionale, non si accontenta dello sconto di pena ottenuto in appello e ricorre in Cassazione contro la sentenza dei giudici fiorentini.
Parte civile ancora l’Aoup, l’ex datore di lavoro che, secondo le accuse, avrebbe subìto un danno per i mancati introiti dovuti all’attività privata del professionista (già condannato dalla Corte dei conti per danno erariale a versare 245 mila euro all’Azienda ospedaliera, ndr). Libera professione autorizzata all’esterno della struttura a fronte della quale il professore non avrebbe versato la quota parte che l’attività extramoenia prevedeva a favore dell’Aoup.
Il tariffario era di 250 euro come prima visita e 150-200 euro per i consulti successivi. Un’attività extramoenia autorizzata dall'azienda ospedaliera che, però, avrebbe dovuto incassare una parte della prestazione da fatturare. Per la Procura «si faceva corrispondere personalmente in contanti o con assegni “mio proprio” i proventi delle visite svolte pari a 200, 250 o 350 euro, e non versava la percentuale dovuta all’azienda ospedaliera. L’ipotesi di truffa, invece, è riferita a una serie di visite in studi e cliniche private di Cagliari, Modena, Roma e Siena in orari e giorni in cui l’allora docente universitario risultava in servizio a Pisa. I fatti coprono un arco temporale che va dal 2005 al 2011 e dopo il peculato anche la truffa aggravata andrà incontro alla prescrizione. Neutralizzato il fronte penale, i danni da pagare all’Azienda ospedaliera, in caso di ricorso respinto, non saranno cancellati dall’estinzione del reato. —
P.B.
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