Il Tirreno

Pisa

Pisa, chiuso l’obitorio pericolante

Pietro Barghigiani
Pisa, chiuso l’obitorio pericolante

Infiltrazioni e crepe “sfrattano” le salme negli spazi angusti di medicina legale

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PISA. Nessuna pietà per i morti. E nemmeno per i loro familiari. Persone colpite da un lutto costrette a vedere la salma del proprio caro appoggiata in una stanzina in cui condividere spazi che dovrebbero offrire una composto raccoglimento. Ma che in realtà diventano luoghi affollati in cui si perde la propria intimità con il defunto.

Un’immagine che ha preso forma ieri e chissà per quanto tempo resterà una consuetudine dolorosa nella cappellina di medicina di legale per un effetto dominio innescato dalla chiusura forzata dell’obitorio del Santa Chiara all’ingresso dell’ex pronto soccorso.

Un blocco che si sviluppa al piano terra da cui si vedono le sommità di Duomo, Battistero e Torre e che da venerdì sera è stato dichiarato inagibile dalla stessa Azienda ospedaliera. Un sopralluogo lampo è servito per farsi un’idea di una situazione che non è che fosse tanto imprevista considerando lo stato precario dei beni in via di dismissione con l’operazione del Nuovo Santa Chiara.

Infiltrazioni d’acqua, crepe su muri e solai hanno convinto chi si occupa della manutenzione degli immobili con affaccio su Piazza dei Miracoli della necessità di chiudere tutto. Con un effetto immediato: spostare nel tardo pomeriggio quattro salme che avevano trovato posto all’obitorio. Le hanno portate a medicina legale che già non abbonda di spazi e che ora si ritrova a fare da punto di appoggio dei defunti no-Covid oltre a quelli per i quali la magistratura ha disposto un’autopsia. E visto che anche a medicina legale da aprile 2020 le sale settiche per le autopsie sono chiuse perché fuori norma (le autopsie vengono fatte a Lucca, ndr), la sommatoria dei disagi per chi ha un lutto in famiglia con l’anno nuovo diventa ancora più evidente in un contesto che si aggrava per sensibilità verso le famiglie e funzionalità per gli operatori.

Il nastro bianco e rosso circonda l’esterno dell’obitorio e ne impedisce l’accesso in locali malmessi da tempo, ma che frequenza e intensità delle piogge di questi giorni hanno esposto in tutta la loro vulnerabilità statica. Le conseguenze sono il divieto di utilizzare gli ambienti, interdetti al personale ospedaliero e agli operatori delle onoranze funebri. Si scarica sulla cappellina di medicina legale, in cui non manca umidità e qualche perdita dal soffitto, quello che il vecchio obitorio non è più un grado di garantire almeno fino a che lo stesso settore allestito a Cisanello continuerà a essere destinato solo ai deceduti Covid. Nel frattempo i familiari dei defunti condivideranno a bara aperta i lutti di sconosciuti sistemati alla meglio come pacchi in un deposito. —

 

Domenica 3 gennaio l'Azienda ospedaliera scrive: "In merito all’articolo uscito oggi sul Tirreno dal titolo “Chiuso l’obitorio pericolante”, è necessario fornire le necessarie precisazioni visto che le bare sono state assimilate ai “pacchi in un deposito” e, invece, sono state solamente spostate temporaneamente in Medicina legale, stante l’urgenza dello sgombero, dettato da ragioni di sicurezza in attesa di programmare la riorganizzazione dei servizi obitoriali, che è immediatamente seguita. Il 1 gennaio, infatti, a seguito di piogge torrenziali e persistenti da giorni, che hanno determinato infiltrazioni di acqua difficilmente prevedibili, l’Aoup ha disposto l’immediata chiusura dell'edificio, ordinando interventi urgenti di risanamento. E, oltre allo sgombero, è stata anche subito riorganizzata l’attività della struttura obitoriale di Cisanello, avvalendosi di adeguati locali adiacenti, in modo da mantenere pressoché invariata l'operatività dei servizi necroscopici nosocomiali e riducendo solo il tempo di esposizione delle salme, per consentire un adeguato avvicendamento delle visite dei congiunti. E’ nota la vetustà dell'immobile che ospita l’obitorio del Santa Chiara ed è anche noto che un nuovo obitorio è in fase di progettazione al nuovo ospedale di Cisanello. In ogni caso, su tutti gli edifici che compongono lo storico complesso ospedaliero di Santa Chiara vengono sempre effettuati sopralluoghi e interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, ma le piogge di questi giorni sono state un evento di portata eccezionale. Ciò detto, nell’attesa che vengano completati gli interventi di risanamento necessari – presto si concluderà anche la ristrutturazione delle sale settorie della Medicina legale - il servizio obitoriale di Santa Chiara sarà assicurato dalla struttura di Cisanello per ridurre al minimo possibile il disagio per utenti e operatori".

 

 

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