Sicurezza
Auto pagate e mai consegnate l’ultimo contratto a novembre
In Procura l’ennesima querela di un cliente che ha versato 11.400 euro «Il veicolo reclamizzato come subito disponibile, ma in realtà inesistente»
VECCHIANO. Prima l’acconto, poi il saldo. Un conto di 11.400 euro pagato attraverso due distinti bonifici per un’auto che avrebbe dovuto essere in pronta consegna e che in realtà è rimasta solo nei desideri dell’aspirante compratore.
Un caso che va da allungare l’elenco delle decine di clienti che in un copione che si ripete all’infinito hanno denunciato i responsabili della Autoelle Group di Migliarino.
Con una novità rispetto alle cause intentate nei mesi scorsi. Il contratto di vendita risale al 17 novembre scorso. Tempi recenti rispetto a una vicenda che già da un anno circa manda segnali di un’attività commerciale che, secondo le querele presentate, non rispetta gli impegni dopo aver incassato anticipi e, spesso, anche saldi per acquisti che non vanno a buon fine.
L’ultimo cliente di un esercito di automobilisti inferociti, con l’assistenza legale dell’avvocato Alberto Foggia, ha denunciato l’autosalone per l’ennesimo episodio di mancata consegna di un’auto pagata stavolta per intero.
Nel contratto non veniva fissato alcun termine di consegna del veicolo «poiché lo stesso risultava, a dire del personale della Autoelle Group, in “pronta consegna” – afferma l’avvocato –. Il giorno successivo, il 17 novembre, avuta conferma che la consegna dell’auto era imminente, il cliente ha versato a mezzo bonifico anche il saldo di 8.900 euro. Nonostante ciò la Autoelle Group non provvedeva a mettere a disposizione il veicolo, continuando ad accampare giustificazioni assortite per il ritardo (circa imprecisate difficoltà nella immatricolazione della vettura) che chiaramente contraddicevano l’affermazione secondo cui la stessa fosse in “pronta consegna”. Molti ignari cittadini sono caduti nella rete di un autosalone che ha offerto in vendita auto a km 0 ma poi non le ha mai consegnate».
Il modus operandi è stato sempre lo stesso. Richiesta di sostanzioso acconto al momento della stipula del contratto e poi talvolta - addirittura - sollecito per il pagamento del saldo a fronte del quale le vetture - di cui venivano anche inviate fotografie - sarebbero state messe a disposizione dei clienti. E, invece, pagato anche il saldo ecco la sgradita sorpresa: niente auto, soldi svaniti e con scarse possibilità di recuperarli.
«Da lì in poi scuse e pretesti si sono susseguiti da parte del personale dell’autosalone e sono dei più svariati e coloriti – prosegue l’avvocato –. Non bisogna pertanto più attendere ma agire intanto in sede penale e poi anche in sede civile. Ciò è quanto stiamo facendo cercando così di offrire una possibile prospettiva di recupero o quanto meno, di punizione dei responsabili. Del resto a nostro avviso ci troviamo al cospetto di una vera e propria truffa». —
Pietro Barghigiani
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