Italia
Il teatro Verdi riparte dal nuovo direttore e da un “tifoso” speciale: Andrea Bocelli
Ufficiale il debutto di Enrico Stinchelli alla guida del Teatro di Pisa: «Streaming, qualità e conti in ordine»
Il Don Pasquale di Donizetti, l’Idomeneo di Mozart o il Falstaff di Verdi. Da quanto tempo non si vedono sul palco più prestigioso della città della Torre? Certo, si dirà, difficile che con l’emergenza Covid in corso si possa tornare in teatro. Ma da questi titoli, grandi assenti degli ultimi anni a Pisa, e dal superamento dell’emergenza perché si possa tornare a fare spettacolo e cultura nonostante il Covid, parte la sfida – anzi le sfide – del nuovo direttore artistico del Verdi.
L’istituzione cittadina ha un nuovo nome di cui fregiarsi, quello di Enrico Stinchelli, un volto – ma sarebbe meglio dire una voce vista la lunga carriera in Rai alla conduzioni di alcune delle più seguite trasmissioni dedicate alla lirica nel panorama radiofonico italiano – notissimo nel mondo del teatro e della lirica il cui arrivo sotto la Torre è stato celebrato, oltre che dalla presidente della Fondazione Teatro Verdi, Patrizia Paoletti Tangheroni, dai componenti del Cda del teatro Elena Pepe e Giuseppe Mangano e dal sindaco Michele Conti, anche da un ospite d’eccezione in collegamento Skype: Andrea Bocelli.
Stinchelli, che alle spalle ha la direzione di numerose realtà italiane (tra cui il Taormina Opera Festival e il teatro Verdi di Busseto a Parma) su RadioRai3 conduce il programma interamente dedicato all’opera La Barcaccia. Il suo nome è stato selezionato tra quello di 72 aspiranti direttori dell’istituzione culturale pisana. Del cui valore, della cui vocazione a diventare fucina di idee, laboratorio creativo d’arte e di talenti, Stinchelli vuole farsi paladino. E in questa nuova partenza incassa già il sostegno di Bocelli. «Il momento storico che viviamo - ha detto il tenore - è complicato soprattutto per chi lavora nel mondo dello spettacolo e sono contento della nomina di Enrico Stinchelli, di cui conosco la grande passione e conoscenza dell’opera. Credo sia una nomina di cui gioveranno il teatro e la città tutta. Io debuttai proprio al teatro Verdi, ci canto sempre volentieri nel teatro di Pisa, che ha un’acustica bellissima e se potrò tornare, lo farò volentieri». Un sostegno sul quale conta molto il primo cittadino, Michele Conti, intervenuto per dare il benvenuto a Stinchelli e confermare la volontà del Comune di sostenere la Fondazione: in bilancio, in corso di approvazione proprio in queste ore, ci sono 1.550.000 euro per il teatro e 380mila euro per la cultura. Non solo: la chiusura forzata per Covid sarà l’occasione «per realizzare quegli interventi attesi sul teatro anche dal punto di vista della sicurezza».
Anche se teatro chiuso non significa stop allo spettacolo. E sul punto Stinchelli ha fatto le prime anticipazioni di quello che sarà il Verdi del futuro: «Dovremo produrre spettacoli per lo streaming coinvolgendo le professionalità adeguate», spiega. Allestimenti, registrazioni, post produzione. E il direttore, sulla pandemia che ha chiuso i teatri ma lasciato aperti anche in questi giorni negozi e centri commerciali per lo shopping, aggiunge: «In questa confusione generale anche dal punto di vista delle informazioni che ci vengono date della pandemia il teatro è stato visto come luogo “di perdizione” rispetto al rischio contagio. E a causa di questo il 70% di coloro che lavorano in questo settore sono in ginocchio, molte professionalità si sono trovate costrette a fare un altro lavoro»: con un rischio evidente di impoverimento di professionalità del settore. Da qui, dunque, l’importanza di tornare in scena sfruttando le possibilità offerte dalla tecnologia.
«Contiamo moltissimo sulla scelta di Stinchelli - ha aggiunto Patrizia Paoletti Tangheroni -. Siamo sicuri che grazie a lui avremo grandi artisti al Verdi. Abbiamo l’ambizione che il teatro Verdi diventi un luogo dove esordiscono giovani voci che poi diventeranno famose. Pisa e il suo teatro devono tornare ad essere un punto di riferimento culturale».
«Sono legato a questo teatro - ha detto il maestro Enrico Stinchelli - per due importanti esperienze della mia attività di regista, ossia l’Otello di Verdi e il Mefistofele di Boito. Il mio desiderio è di riuscire a trasformare il teatro Verdi di Pisa, che ha una tradizione e una storia importantissime, in un teatro pilota, un teatro modello: un teatro che sappia programmare, rientrando nel budget e aumentando la produzione». —
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