La protesta
Delusione, paura ma anche voglia di tornare a lavorare e rivedere i clienti
Parlano i titolari dei locali: per loro, ieri, una giornata di super lavoro per riorganizzare servizi, ordinare merce e allestire spazi
pisa. Sistema le sedie, pulisci i tavoli, spolvera le tazzine. E poi addobba un po’ le sale perché, infondo, è Natale. Anche se per “soli” 4 giorni, gli unici in cui i pubblici esercizi di Pisa, e non solo, potranno dirsi quasi aperti grazie al ritorno alla zona gialla. Poi, dalla vigilia di Natale fino a Befana sarà un alternarsi di colori, rosso e arancio, con il ripristino delle limitazioni in vigore fino a ieri.
Di questa finestra, in ogni caso, gli esercenti pisani vogliono provare a trarre qualche profitto. E così ieri si sono rimboccati le maniche per regalare, domani mattina, una bella colazione al tavolo o un pranzetto con i fiocchi a chi vorrà provare a tornare al ristorante.
Sicuramente un fatto positivo, anche se - e su questo sono tutti d’accorco - cambiare colore per soli quattro giorni provoca dubbi e confusione. Ed espone al rischio assembramenti.
Di tutto questo abbiamo provato a parlare con alcuni dei proprietari delle attività di pubblico esercizio in centro a Pisa.
Contenta di poter riaprire e tornare a rivedere i propri clienti la titolare del ristorante La Pergoletta, Daniela Petraglia, ma come ha spiegato, «dal punto di vista economico la riapertura in questi quattro giorni non può avere nessuna efficacia. Chi deciderà di aprire come lo faremmo noi lo farà unicamente per una sorta di conforto emotivo, per poter rivedere la propria attività aperta anche solo per pochi giorni. È evidente che una riapertura per quattro giorni può essere stata pensata soltanto da chi non ha neanche una minima idea di cosa significhi aprire o chiudere un ristorante. Noi saremmo operantivi anche nei giorni 24 e 25 dicembre per l’asporto e le consegne di pranzi e cene di natale in risposta alle richieste dei clienti affezionati che tradizionalmente in questo periodo riservavano un po’ del loro tempo per venire da noi».
Elias Matta, titolare de Il Prosciuttaio, è convinto che non valga la pena allestire i tavolini fuori. «È inutile spostare le cose, fare tanti ordini e poi ritrovarci con prodotti da buttare via», ci ha spiegato aggiungendo che l’attività resterà comunque aperta in questi giorni per l’asporto e, che, volendo i clienti potranno accomodarsi dentro. Anche per i giorni di Natale l’attività di Elias rimarrà attiva per l’asporto, «non possiamo permetterci di chiudere».
Con alcune parole di entusiasmo, Salvatore Langella della pizzeria Le Scuderie, ci ha raccontato delle difficoltà fronteggiate in questo periodo pandemico, esprimendo comunque un sentimento di gioia per la riapertura in questi giorni di zona gialla. «Qualcosa in questi quattro giorni cambierà, anche se poco, anche se si ospiterà i clienti solo per pranzo, ma il fatto di riavere il proprio lavoro ci fa provare una bella sensazione. Nonostante le criticità del momento noi continuiamo a resistere e ci troverete qua».
Organizzare in 24 ore una riapertura di quattro giorni non è semplice: «per noi è impossibile», ci ha detto Barbara Bellini, che lavora presso la piccola enostuzzicheria Pane e Vino. «Per la reperibilità delle materie prime che utilizziamo diventa complicato organizzarci con i fornitori in così poco tempo. Abbiamo perciò pensato ad un menu ridotto. Tempo permettendo approfitteremmo al massimo di questi giorni con i tavolini allestiti soltanto all’esterno poiché la maggior parte dei clienti preferisce stare fuori anche se fa freddo».
La signora Carla Degl’Innocenti della pasticceria Tripoli un po’ sconsolata dice, «temo che si creerà molta confusione, sia per clienti che per noi gestori», e non vede di buon auspicio questo repentino cambio di colore. Intanto l’unica certezza è che resteranno aperti, «per i tavoli fuori ci organizzeremo sul momento in caso di affluenza considerevole», conclude.
La “finestra gialla” permetterà alle persone di uscire anche per andare a bere e a mangiare fuori, ma non senza scordarsi che siamo ancora dentro una situazione di pandemia molto delicata, per cui procedere con cautela e coscienza è doveroso.
Gigi Maresca, dell’Antico caffè Toti in via San Martino, pur essendo sicuro che le polemiche sugli assembramenti scatteranno in questi giorni, afferma: «noi riapriremmo rispettando tutte le regole e le misure anti Covid imposte dai decreti. Allestiremmo dentro e fuori con i nostri tavoli. Vorremo recuperare quello che si potrà, ma è chiaro che non rappresenterà pressoché niente nei confronti dei danni economici già subiti. Intanto tuteliamo la nostra salute e quella di coloro che verranno da noi». —
Amanda Fincatti
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