Gioco
Patrizia Pacini confermata per due anni alla guida dell’Unione Industriale Pisana
«Siamo dentro una crisi che mai avremmo immaginato di queste proporzioni: sul nostro territorio soffre il comparto della moda, buona tenuta del chimico farmaceutico e dell’agroalimentare»
PISA. Conferma per Patrizia Alma Pacini alla presidenza dell’Unione Industriale Pisana per il biennio 2021-2022. Lo ha deciso all’unanimità l’assemblea straordinaria dell’associazione, come previsto dalle norme statutarie. «Ringrazio la squadra di presidenza che mi ha supportato in questi anni – dice Pacini – e tutti gli associati che mi hanno sostenuto con una partecipazione senza precedenti. Ci troviamo ad affrontare una crisi che fino pochi mesi fa nessuno avrebbe immaginato e che ha colpito la salute delle persone, la tenuta del sistema sanitario, l’economia e la coesione sociale.
Il quadro
«La nostra regione – continua la p residente – è stata particolarmente danneggiata anche per l’alta concentrazione di aziende che fanno capo alla filiera della moda che, essendo legata ai consumi finali, ha risentito in modo importante delle chiusure. Nella nostra provincia vi è poi una parte molto rilevante dell’industria italiana del cuoio che ha subìto pesanti conseguenze dall’emergenza sanitaria. Dopo una fiammata in agosto, che aveva fatto registrare in Toscana un incremento del 10,5% della produzione industriale (in Italia l’incremento è stato del 7,4%), già a settembre la situazione si è fatta nuovamente pesante con un calo dell’8,1% su agosto a fronte di un calo nazionale del 5,6%. Anche il confronto sul mese di settembre 2019 è penalizzante rispetto al dato nazionale, con un meno 9% a fronte di un meno 5 % italiano e con un meno 8,5% pisano che può contare su una buona tenuta del chimico farmaceutico e dell’agroalimentare». I dati sulla cassa integrazione pisana «sono coerenti con questo scenario con una netta prevalenza delle richieste nella filiera della moda, segno che le aziende del territorio sono state virtuose nell’utilizzo della cassa».
Gli aiuti di Stato
Per Pacini «purtroppo gli aiuti messi in campo dallo Stato non hanno dimostrato una particolare efficacia. Circa il 90% di tali aiuti per imprese industriali sono in realtà finanziamenti che vanno restituiti. Pisa in questo ha dimostrato dinamismo richiedendo pratiche di finanziamento garantito da Mediocredito centrale per quasi un miliardo di euro su 100 a livello nazionale e 8,3 a livello toscano. Gli aiuti a fondo perduto raggiungono invece a stento il 10% del totale e questo non è un dato positivo per progettare la ripresa tenuto conto anche che i bilanci 2020 saranno critici e questo si rifletterà negativamente sui rating bancari che dovranno essere rivisti, ad esempio, neutralizzando l’anno».
Lo scenario
«Il quadro è veramente preoccupante – aggiunge Pacini – ma è doveroso guardare al domani e chiedersi quali sono i punti di forza su cui poter contare per una ripresa. La formazione deve diventare parte integrante del percorso lavorativo dell’imprenditore e noi cerchiamo di offrire alle aziende opportunità di poter contare sulle eccellenze nazionali. Abbiamo anche un tessuto economico vario che rappresenta molti settori e numerose aziende ad elevata tecnologia che potranno dare risposta alle crescenti esigenze di digitalizzazione che la trasformazione in corso richiede e sicuramente la nostra partecipazione al distretto 4.0 e al Digital Innovation Hub vuole portare servizi innovativi alle nostre aziende oltre a una cultura del miglioramento continuo».
l’area industriale
Questo per Pacini è un punto essenziale. «Per competere – dice – occorre operare in un contesto infrastrutturato e collegato all’alta velocità nazionale». Lo scorso venerdì alla Camera di Commercio le istituzioni regionali e locali si sono incontrate per dare il formale avvio all’opera di riqualificazione dell’area industriale di Ospedaletto. «Lo sviluppo locale – prosegue – dovrà avvenire in aree adeguate anche a fornire servizi ai lavoratori ed in particolare alle lavoratrici che vanno supportate nella conciliazione tra impegni lavorativi e familiari. È per questo che stiamo lavorando alla realizzazione di un asilo in quell’area facendo appello alle istituzioni per il reperimento delle risorse necessarie».
Le infrastrutture
Sempre alla Camera di Commercio, dov’era presente anche il presidente della Regione Eugenio Giani, «abbiamo ricordato – dice ancora Pacini – l’importanza del nostro tavolo sulle infrastrutture che ci ha visto con i principali Comuni e associazioni di categoria, coordinati dalla Camera di Commercio, fare presente alle istituzioni l’inevitabile necessità di sviluppo dei collegamenti per poter cogliere la crescita economica, il tutto senza perdere di vista la sostenibilità anche sociale dell’attività di impresa». La presidente Pacini conclude: «Purtroppo però la normativa recente ha fatto scadere le cariche nelle Camere di Commercio che per limiti dimensionali erano destinate all’accorpamento e dopo mesi manca ancora il commissario. La Camera si trava quindi senza legale rappresentante e conseguentemente priva di operatività in un momento di grave crisi per le aziende che avrebbero invece evidente necessità dei progetti e delle iniziative camerali a loro sostegno». —
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