Il Tirreno

Pisa

Scooterista ferito, Comune condannato a risarcire

Pietro Barghigiani
Scooterista ferito, Comune condannato a risarcire

Venticinquemila euro per un incidente sulla Pisorno a causa del manto sconnesso 

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PISA. Lo scooterista caduto per l’asfalto sconnesso chiedeva 70 mila euro di risarcimento al Comune. Per Palazzo Gambacorti quel volo, concluso con traumi gravi al volto e alla testa oltre a cinque costole fratturate, era dipeso solo dall’imperizia del conducente. E niente era dovuto.

A cinque anni e mezzo dall’incidente avvenuto sulla Pisorno all’altezza dell’ingresso di Camp Darby, il Tribunale ha definito il contenzioso tra un 42enne di Tirrenia e il Comune condannando l’ente a pagargli 25 mila euro di danni. Nella sentenza firmata dal giudice Eleonora Polidori viene, però, riconosciuto un concorso di colpa dello scooterista quantificato in una quota del 35 per cento.

«Abitando nelle vicinanze deve presumersi che (omissis, ndr) conoscesse le caratteristiche della strada e deve quindi dedursi che il sinistro sia in parte addebitabile anche alla sua disattenzione, tanto più che il motociclo non risultava revisionato» precisa il giudice.

Tra chi chiedeva una cifra per una responsabilità ritenuta palese e chi, al contrario, sosteneva l’assenza di qualunque addebito, il Tribunale ha chiuso la questione con una riduzione della somma e l’accertamento in carico al municipio della mancata manutenzione della strada. Un fondo con buche e avvallamenti non segnalati. È quella la causa della perdita di controllo dello scooter nel maggio 2015 quando di mattina il 42enne stava percorrendo la Pisorno in direzione Pisa. Quelle che il giudice chiama anomalie stradali sono l’origine della caduta. “Trappole” nascoste dall’ombra dei pini. «Per quel che concerne la circostanza addotta per cui il sinistro si verificava in condizioni di adeguata luce naturale, è stato dimostrato che la via percorsa da (omissis, ndr) vedeva proiettate, sul proprio manto stradale, le ombre delle chiome dei pini posti ai lati della carreggiata: la visibilità di eventuali ostacoli, anomalie ed irregolarità della corsia veniva, pertanto, notevolmente ridotta. Quanto rilevato, trovava infatti conferma sia in sede testimoniale, con e le dichiarazioni rese dal teste Soldani (vigile urbano, ndr) il quale riferiva “quando siamo intervenuti le chiome dei pini proiettavano un’ombra irregolare sulle anomalie presenti sul manto stradale e quindi questo rendeva meno avvistabili le ridette anomalie”, sia in sede documentale, precisamente, per mezzo del verbale redatto dai vigili intervenuti».

La testimonianza dell’agente della polizia municipale ha confermato che lo stato dei luoghi era alterato da anomalie del manto stradale, pericolose per la sicurezza degli utenti, «ma ha anche e soprattutto evidenziato degli indizi gravi, precisi e concordanti - quali la presenza di una traccia di intacco al suolo compatibile con la caduta in corrispondenza dell’anomalia e la traccia di sangue tra l’intacco e l’anomalia stradale- circa la causazione dell’evento – prosegue la sentenza –. Indizi , questi, che consentono a questo giudice di ritenere ragionevolmente che (omissis, ndr) il 6 maggio 2015 cadeva rovinosamente a terra proprio a causa delle plurime irregolarità convesse sul manto stradale». —


 

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