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Filippeschi contro Conti: non neghi la realtà, Pisa ha bisogno di altro
PISA
«Il sindaco Conti cerca di nascondere la realtà dietro il fumo di bugie. Quello suo e della Ceccardi è un Piano strutturale monstre. I numeri sono numeri. La scelta è chiarissima: distruzione di verde prezioso, cementificazioni, assurda promozione al trasporto privato, operazioni mirate di valorizzazione immobiliare a pro di pochi. Il tutto contro le previsioni demografiche e senza gli studi preliminari necessari. Se le osservazioni saranno eluse ci sarà tanto lavoro da fare per gli avvocati amministrativisti. C’è materia a iosa per ricorsi». Così l’ex sindaco Marco Filippeschi (Pd, nella foto sopra) risponde al suo successore a Palazzo Gambacorti, il leghista Conti. Al centro, ancora, il Piano strutturale Pisa-Cascina. E la solita accusa principale: previste colate di cemento sul territorio.
«Pisa per la Lega è su un altro pianeta, ancora negli anni Sessanta del secolo scorso - prosegue Filippeschi -. Il segretario generale dell’Onu invoca lo «stato di emergenza» climatica. L’Ue fissa al 55% il taglio delle emissioni al 2030. Papa Francesco scrive due Lettere Encicliche epocali e Greta Thunberg mobilita milioni di giovani. Conti invece attacca il Parco e stravolge l’urbanistica».
«Nei mandati dal 2008 al 2018 - agggiunge l’ex sindaco - abbiamo svoltato, si sono incrementate le aree verdi e tagliati consumo di suolo e volumetrie. Si pensi alla variante per il parco di via Bargagna a Cisanello, al verde liberato con il Piuss. Per il verde pubblico siamo diventati città leader in Italia. Con il Piano strutturale, invece, si fa esattamente il contrario. Inutile offuscare la realtà diffondendo i rendering del progetto tramvia. Il sindaco dovrebbe impegnarsi a cambiare un progetto che fa acqua, dicendo chiaro alla città quello che gli dicono i tecnici che hanno rilevato le criticità del progetto. Le osservazioni al Pums (Piano urbano mobilità sostenibile) dimostreranno le contraddizioni che minano anche quel progetto. La mobilità collettiva è sacrificata. Giani fa bene a sostenere le tramvie. Ma quando governo e Regione dovranno valutare i progetti c’è da temere che saranno dolori. Si cambi, fino a che c’è tempo».
«Si tentano forzature anacronistiche - conclude Filippeschi - mentre si vede l’immobilismo colpevole di Conti sulle grandi questioni strategiche aperte. La velocizzazione dei collegamenti ferroviari con Firenze. Le prospettive dell’aeroporto Galilei. La progettualità per intercettare i fondi europei. Non basta il voto su una mozione in consiglio comunale a superare la subalternità a scelte e poteri che sacrificano Pisa. L’opposizione deve fare il suo dovere, senza fare sconti, coinvolgendo la società. Il minimalismo di prospettive e la vecchia urbanistica speculativa sono il contrario della politica del Pd. Cascina ha svoltato, anche sul Piano strutturale. È interesse di tutti cambiare rotta per rimettere la città sui binari del futuro». —
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