La protesta
Minimo storico al censimento del 2011, poi una lenta ripresa
PISA
Un lento recupero dopo un calo progressivo e prolungato. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, nel 2016, per la prima volta dal 1998, il comune di Pisa è tornato sopra i 90mila residenti (90.027 per l’esattezza). «Si tratta di un dato positivo che segna una lenta ma costante inversione di tendenza rispetto allo spopolamento avvenuto a partire dalla metà degli anni Ottanta – hanno commentato gli esperti - quando ad un saldo negativo tra nascite e decessi si è aggiunta un’emigrazione di massa verso i comuni limitrofi dell’Area Pisana. Siamo lontani dal massimo storico dei 104.600 residenti del 1981, ma è un passo in avanti rispetto al minimo storico dei circa 88mila registrati nell’ultimo censimento del 2011».
Il dato attuale è di 91.393. Ancora lontano dalla quota 100mila che è un obiettivo, a lungo termine, dell’attuale amministrazione comunale a guida centrodestra.
Altre statistiche, contenute in una relazione allegata al precedente Piano strategico di Pisa e del territorio, dicono: «È lo sbilanciamento nei confronti dei comuni dell’Area Pisana a dare il segno negativo a tutto il movimento migratorio della popolazione pisana, per quanto quest’ultimo risulti positivo a livello regionale e soprattutto italiano e internazionale. Questo sbilanciamento ha comportato negli ultimi anni una perdita netta della città di Pisa a favore dei comuni di Calci, Cascina, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano, dell’ordine di 800 abitanti l’anno, risultato di circa 650 nuovi residenti annui stabilitisi a Pisa da questi comuni contro ben 1.450 pisani che annualmente hanno lasciato Pisa per trasferirsi in questi comuni».
Negli altri comuni dell’area pisana «si stabiliscono infatti - si legge ancora nella relazione - 5 individui su 10 che lasciano Pisa, 6 coppie su 10, e più di 7 famiglie con figli su 10 che lasciano la città». —
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