Il Tirreno

Pisa

l’indagine 

Alunni e prof promuovono con la media del 7,4 la Dad in ateneo

Un momento della tavola rotonda on line
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Un momento della tavola rotonda on line

È il risultato di un’indagine condotta dalla Human Foundation per l'Università di Pisa

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PISA. La didattica a distanza ha rivoluzionato il mondo della formazione, su questo non ci sono dubbi. Meno netta però è la comprensione dei cambiamenti che questo modello porta con sé. A dare una prima risposta è stata l’Università di Pisa con un’indagine condotta dalla Human Foundation: in sei mesi (da maggio ad ottobre 2020) circa 9mila studenti e 800 professori Unipi hanno compilato un questionario che ha portato a una vera e propria analisi sull’impatto sociale della Dad nel mondo universitario pisano. E i risultati, presentati nel corso di una tavola rotonda online seguita anche dal ministro dell’istruzione Gaetano Manfredi, sono tutt’altro che negativi. Alla fine è 7, 4 il voto medio dato dagli studenti alla capacità dell’ateneo di assicurare la continuità didattica. Si sale a 7, 94 per i docenti. Certo, qualche criticità è emersa, ricordata dal rettore Paolo Mancarella: «Per gli studenti ci sono l’indebolimento del tessuto relazionale e la mancanza di socialità, mentre per i docenti penso al considerevole aumento di lavoro, allo stress. I dati complessivi però ci hanno dato forza: l’ateneo è stato capace di soddisfare i bisogni formativi della maggior parte dei nostri studenti. Abbiamo voluto spontaneamente questa ricerca per capire un fenomeno del tutto nuovo. La didattica a distanza non sostituirà quella in presenza, ma nel futuro può integrarla».

Non un semplice voto, quindi, ma un’indagine che aiuta a comprendere uno strumento didattico che ha anche delle potenzialità. «La valutazione di impatto è uno strumento di management», sottolinea Giovanna Melandri, presidente di Human Foundation. «Mi auguro che anche altri atenei scelgano di seguire questa strada innovativa, da portare anche nei fori internazionali». Alcuni dati interessanti riguardano per esempio i vantaggi riscontrati dagli studenti lavoratori nella frequenza, mentre la Dad risponde meglio ai bisogni degli studenti iscritti ai corsi magistrali. O ancora, secondo un monitoraggio dell’università, nel corso della Dad sono state molto alte le interazioni via chat nelle aule virtuali, ottimali per gli studenti più timidi. Tutti risultati in linea con le scelte politiche fatte, ricorda il ministro Manfredi: «Nonostante una delle crisi peggiori della contemporaneità, abbiamo saputo garantire la continuità didattica per la maggior parte degli studenti. In più, la maggiore sofferenza riscontrata nelle matricole ha portato alla didattica blended, con la salvaguardia della didattica in presenza per il primo anno». Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Michela Passalacqua, prorettrice agli Affari giuridici, Paolo Ferragina, prorettore all’informatica e il presidente del sistema informatico Antonio Cistercino.
 

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