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Ricordo di Ciampi e dottorato a Cartabia: omaggio delle scuole superiori alla Legge
Ieri l’inaugurazione dell’anno accademico 2020/2021 alla Normale e alla Sant’Anna: «Sarà un anno di novità decisive»
/ Pisa
La mattina la Normale, il pomeriggio la Sant’Anna. Le due scuole superiori pisane hanno inaugurato ieri l’anno accademico 2020/2021. Celebrazioni in tono minore a causa dell’emergenza sanitaria, ma entrambe nel segno della Costituzione italiana e della Repubblica. In piazza dei Cavalieri l’evento è coinciso con il convegno organizzato per il centenario della nascita di Carlo Azeglio Ciampi. In piazza Santa Caterina, l’inaugurazione è stata l’occasione per il conferimento del diploma di dottorato honoris causa in legge all’ex presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia. Entrambe le inaugurazioni si sono svolte online e in diretta social senza la presenza degli studenti a causa della pandemia.
la Normale guarda al futuro
Attenzione crescente alle scuole italiane, nascita di nuovi centri di ricerca e istituzione della prima cattedra di Informatica sono alcuni dei passaggi del discorso del Direttore della Scuola Normale superiore, Luigi Ambrosio, per l’apertura dell’anno accademico. «Penso che la Scuola Normale abbia risposto e stia rispondendo bene in tutte le sue componenti a questa crisi – ha evidenziato il direttore –. Abbiamo intrapreso azioni che si riveleranno credo decisive, quando l’emergenza sarà finita, come lo sforzo compiuto per il rinnovamento tecnologico delle nostre strutture e attività. In totale, è stato stanziato oltre mezzo milione di euro per interventi vari legati all’adeguamento».
Amato ricorda il presidente Ciampi
Un investimento sul futuro senza dimenticare il passato. Passato che è fatto di studenti eccezionali come Ciampi. L’ex presidente della Repubblica è stato tra gli allievi più rappresentativi della Normale per la trasversalità della preparazione, della cultura, della parabola esistenziale e dei valori che ha incarnato. La decisione di far coincidere l’inaugurazione dell’anno accademico con il convegno dedicato a Ciampi è stata definita «particolarmente significativa» da parte di Giuliano Amato durante il convegno per il centenario della nascita dell’ex presidente a cui hanno partecipato Silvio Pons, Ilaria Pavan, Andrea Mariuzzo, Marco Bresciani, Simona Colarizi e Gianpiero Rosati. «Per chi conosce la Toscana e i rapporti tra i livornesi e pisani, Ciampi – ha detto Amato – appare come una figura eccezionale, perché è riuscito a unire i tratti migliori di Pisa e Livorno in cui è nato».
La Sant’Anna a caccia di talenti
Amato è anche legatissimo alla scuola superiore Sant’Anna, di cui è stato tra i primi allievi e presidente. Sant’Anna che al termine di un 2020 unico per tutti affronta anche il 2021 seguendo il suo motto. «Un’università di ricerca, una scuola di talento, per un mondo più sostenibile e inclusivo», ha ribadito la rettrice Sabina Nuti nel suo discorso di inaugurazione davanti al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e al ministro dell’Università e ricerca Gaetano Manfredi. «La missione della Scuola è infatti quella di essere una istituzione pubblica di riferimento e di qualità – ha sottolineato –, dove il talento è attratto, valorizzato e messo in campo per prendersi cura del mondo e per contribuire con responsabilità alla sua crescita culturale e alla sua sostenibilità, nel rispetto dei valori costituzionali. La Scuola vuole essere un articolato think tank capace di dare soluzioni concrete e con vari punti di vista (etici, economici, giuridici, tecnologici, scientifici) su alcuni temi chiave per il nostro Paese e per il mondo». Nuti ha annunciato progetti per il potenziamento delle attività di orientamento e mobilità sociale e merito, il lancio delle Seasonal School per studenti di merito che frequentano l’Università in altri atenei d’Italia.
Cartabia invita alla svolta
Novità che rappresentano una svolta per la Sant’Anna. Una svolta invocata per tutte le università dall’ex giudice della corte costituzionale Marta Cartabia, durante la sua lectio magistrale dopo avere ricevuto il dottorato honoris causa. «L'università oggi si trova di fronte a una nuova svolta, provocata da un evento tanto imprevisto quanto radicale – ha detto –. A richiedere un ripensamento non è solo la didattica a distanza, quanto il senso di insicurezza che la situazione data alimenta nella vita di ciascuno, a livello personale e nella dimensione collettiva. Alle esigenze di una generazione colpita dall'effetto Covid-19, a cui il futuro si presenta con contorni indeterminati non è sufficiente offrire una buona formazione professionale (che pure è necessaria), serve un punto di appoggio senza il quale non è possibile protendersi con slancio verso il futuro, né sprigionare quelle energie di creatività e costruttività necessarie alla vita personale e sociale. La questione del nostro tempo è imparare a convivere con l'incertezza senza smettere di guardare al futuro». —
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