Il Tirreno

Pisa

la polemica sulla stazione 

«La Leopolda non è in vendita, dialogo aperto con le associazioni»

Francesco Loi
«La Leopolda non è in vendita, dialogo aperto con le associazioni»

La vicesindaco Bonsangue: concessione in scadenza a marzo, siamo disponibili ad ogni proposta

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PISA

«Confermo che la Stazione Leopolda non è in vendita. Dalle opposizioni è stata fatta confusione sul nulla», dice Raffaella Bonsangue, vicesindaco con delega, tra le altre, al patrimonio. Tutto deriva dall’inserimento della Leopolda nell’elenco dei beni destinati all’alienazione oppure alla valorizzazione nell’ambito del bilancio di previsione.

Vicesindaco, facciamo chiarezza su questo punto...

«Nel piano delle valorizzazioni ci sono tantissimi beni, ai quali necessariamente va attribuito un valore, definito dagli uffici o da un advisor. Faccio un esempio: anche lo stabile della Palp, la Pubblica Assistenza del litorale, è inserito nel piano delle valorizzazioni, ma noi stiamo stipulando un contratto di comodato. Valorizzare vuol dire disporre dei beni, magari darli in locazione, ma non necessariamente cederne la proprietà. E questo avviene anche alla luce della rilevanza sociale delle attività dei soggetti che beneficiano degli immobili comunali. Non è una novità di quest’anno che la Leopolda sia nell’elenco».

È anche vero che la Stazione Leopolda è vicina alla scadenza della concessione e che ci sono state polemiche tra l’amministrazione ed il cartello di associazioni che gestisce la struttura...

«Il bene è oggetto di una convenzione che il Comune stipulò il 12 marzo 2014 con l’Associazione Casa della Città Leopolda e che andrà in scadenza il 12 marzo 2021. Per regolamento la convenzione non può essere rinnovata tacitamente. All’articolo 3 si dice che in caso di andamento positivo della gestione il Comune ha la facoltà di rinnovarla per altri sette anni, previa rideterminazione del canone concessorio».

Ma in vista della scadenza come intendete muovervi?

«Siamo disponibili a qualsivoglia progetto o proposta. Tant’è che con il sindaco abbiamo incontrato il presidente dell’associazione Martino Alderigi. Non solo: ho anche partecipato ad una commissione presieduta dalla consigliera Scognamiglio, un primo incontro per recepire progetti su cosa fare di questo immobile al momento della scadenza».

Il dialogo con la Leopolda è dunque aperto?

«Sì, e stiamo anche contribuendo a favorire un accordo con l’Università che ci aveva presentato l’esigenza di disporre di aule studio, che potrebbero trovare posto proprio alla Leopolda. Sia chiaro: non doniamo niente. È semmai un accordo diretto tra Università e Leopolda. E può essere un modo per far convergere le diverse esigenze. Ricordo anche il recente atto di giunta per una riduzione fino al 30% dei canoni di locazione per le associazioni che utilizzano immobili di proprietà comunale per svolgere attività associative. Un’iniziativa che parte proprio da una richiesta che veniva dalla Leopolda e che poi abbiamo esteso a tutte le associazioni».

Gli accordi con la Leopolda andranno eventualmente trovati su basi diverse rispetto al passato...

«Finora era stato stabilito un canone di 102mila euro circa a fronte di un contributo di 83mila euro dalle politiche giovanili. Certi fondi non sono più disponibili. Ma siamo pronti ad ascoltare ogni proposta della Leopolda senza alcun pregiudizio mio, del sindaco o dell’amministrazione».

Il sindaco Conti aveva lanciato l’idea di riportare alla Stazione Leopolda il mercato ortofrutticolo...

«La vocazione di quegli spazi è associativa-sociale. È stata un’idea, però non credo sia attuabile. Peraltro sono stati stanziati fondi per interventi manutentivi straordinari nell’attuale area del mercato ortofrutticolo sull’Emilia. Inoltre, anche volendo, è un progetto per il quale ci vorrebbero almeno due anni. Non è che sia facile realizzare un mercato come quello di San Lorenzo a Firenze. Servirebbero risorse che al momento non credo ci siano, tenuto anche conto di quanto è stato necessario impegnare del bilancio comunale per far fronte all’emergenza Covid. È un’idea che attualmente non rientra nei piani dell’amministrazione». —

francesco loi

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