Toscana
Non solo buoni alimentari, ecco gli aiuti per i calcesani
CALCI
Non lasciare indietro nessuno. È insieme l’obiettivo e l’auspicio della giunta comunale di Calci, che da ieri ha fatto partire un ulteriore pacchetto di misure in aiuto delle realtà più colpite dalle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria. Nuclei familiari, ma anche attività produttive e associazioni culturali e sportive: sono loro le tre categorie beneficiarie di questo sostegno, per il quale il Comune ha messo complessivamente sul tavolo circa 150mila euro. Risorse che arrivano sì dal governo con il Fondo Ristoro per i Comuni, ma che sono state convertite in aiuti grazie alle scelte politiche dell’amministrazione calcesana. Di questi fondi 89mila sono destinati ai singoli e alla famiglie in stato di bisogno. «La prima tipologia di aiuto – ha spiegato ieri il sindaco Massimiliano Ghimenti durante una videoconferenza – consiste in 30mila euro di buoni spesa da consegnare a chi farà domanda (e sarà in possesso dei requisiti richiesti dal bando). Soltanto in questo caso abbiamo previsto una modalità di erogazione immediata: i cittadini saranno chiamati settimanalmente a ritirare i buoni, senza dover aspettare il termine della presentazione delle domande come per gli altri aiuti. Vogliamo garantire a tutti di poter fare la spesa entro Natale. Circa 4mila euro andranno invece alla San Vincenzo de’ Paoli per la distribuzione dei pacchi alimentari. Se prima erano circa 25-30 i nuclei familiari bisognosi di assistenza, con la prima ondata sono stati circa 150». Il secondo sostegno alle persone, che ammonta a 55mila euro, è invece un contributo economico diretto straordinario per le spese quotidiane: dalle bollette all’affitto, al mutuo alle spese per la didattica a distanza. «A differenza di marzo, ora sono tante le realtà in sofferenza da mesi che devono fronteggiare queste uscite», sottolinea il sindaco. Ci sono poi i 40mila euro alle attività economiche. Due le casistiche considerate: da un lato ristoranti, bar, circoli, attività turistico-ricettive che hanno dovuto chiudere o ridurre il proprio orario per almeno 45 giorni a causa dell’emergenza sanitaria e dei Dpcm. Dall’altro le attività che hanno subìto una riduzione del fatturato di almeno il 25% rispetto al periodo 1° marzo-30 novembre 2019. Si arriva così all’ultima categoria: «stanziati in tutto 15mila euro (1.000 euro la misura minima) per le associazioni che sul territorio comunale hanno in gestione una struttura sportiva pubblica o privata in funzione prima della pandemia e per quelle di interesse sociale, culturale, ambientale e artistico che pagano (a titolo oneroso) a Calci un contratto di locazione (registrato prima della pandemia) per la loro sede operativa». C’è tempo fino alle 13 del prossimo 7 gennaio per presentare le domande con l’apposita modulistica, già disponibile sul canale di comunicazione “virtuale” (sito e pagina Facebook del Comune) e fisico dell’ente. «I fogli da compilare si trovano anche nell’atrio del Comune e vanno riconsegnati al protocollo, ma solo nei casi in cui non si può gestire la procedura telematica» , conclude il sindaco. – sara venchiarutti
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