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Bufera sulla Leopolda finita nel piano delle alienazioni

La Stazione Leopolda di Pisa
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La Stazione Leopolda di Pisa

Intanto il Comune di Pisa taglia del 30% i canoni di locazione per le associazioni che utilizzano immobili di proprietà comunale per svolgere attività associative

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PISA. «Allarme, allarme. Il Comune vende la Leopolda». «Ma che vendita, valorizziamo». Il botta e risposta tra il consigliere comunale di Diritti in Comune Ciccio Auletta e l’assessora al patrimonio e vicesindaca Raffaella Bonsague va in scena a distanza (come si conviene peraltro di questi tempi) e a margine della decisione del Comune di tagliare del 30% i canoni di locazione per le associazioni che utilizzano immobili di proprietà comunale per svolgere attività associative.

Ma il punto non è questo. Il caso per Auletta è assai più grave e il problema numero uno è quello di un «bilancio inattendibile e non veritiero per diverse ragioni», tuona il consigliere. Dei 62 milioni di opere pubbliche per il 2021 «ben 16,5 milioni deriverebbero dal piano delle alienazioni di immobili comunali – scrive Auletta –. Già le giunte di centrosinistra sovrastimavano questa cifra per gonfiare il capitolo degli investimenti, ma qui siamo alla bufala. Infatti, nel bilancio dello scorso anno era stato iscritto a bilancio un importo pari a 12 milioni di euro, rimasto solo sulla carta e anche nel 2018, pre-pandemia, a fronte di 9 milioni iscritti a bilancio erano state realizzate vendite per appena 600mila euro. Quest’anno, addirittura, si arriva ad aumentare la cifra, nonostante il perdurare ed accrescersi della crisi del mercato immobiliare». E in questa operazione ci sta la Leopolda: «Il Comune – prosegue il consigliere – ha vergognosamente destinato alla (s)vendita, per 2 milioni e 600 mila euro, la Stazione Leopolda, uno spazio pubblico delle cittadine e dei cittadini, che chiediamo venga immediatamente tolto dal piano delle alienazioni e per la cui difesa invitiamo tutte e tutti alla mobilitazione».

Che la Leopolda rappresenti una spina nel fianco dell’amministrazione Conti non è una novità. La giunta ha le sue idee su come gestire questo spazio: vuole “superare” la fase “Casa della Città Leopolda”. Ma l’obiettivo preoccupa ed anzi viene apertamente contrastato da una fetta importante di città, anzitutto quella legata alle numerose associazioni che della “Casa della Città Leopolda” fanno parte. Quindi per ora la strategia è stata quella del prendere tempo, portando a naturale scadenza il contratto che lega l’amministrazione comunale agli attuali gestori. «Il Centro Sms entro il 2021 diventerà lo spazio cittadino dedicato alle associazioni. Scaduto il contratto la Stazione Leopolda tornerà sotto l’amministrazione diretta del Comune che lo utilizzerà nello stesso modo in cui è stato sinora utilizzato», dichiarava appena due mesi fa l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani. E se invece si vende? Questo il timore di Auletta. Smentito però da Bonsangue: «La Leopolda è inserita nel piano delle valorizzazioni, non certo in quelle delle alienazioni – dice la vicesindaca –. Stiamo favorendo la conclusione di un accordo perché la Leopolda possa essere utilizzata come aula studio dall’Università di Pisa».

Insomma non si vende ma si valorizza, sempre che usarla come aula studio anziché come spazio eventi, anche di richiamo turistico, rappresenti una valorizzazione. —

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