Gioco
«Intervenire sulla Tari è possibile: la quota variabile può essere ridotta»
il caso
Adeguare e rimodulare le tariffe Tari, con previsione dello storno totale o, quantomeno, di una corposa ed equa riduzione della quota variabile rispetto a quanto previsto nei regolamenti in essere.
È la richiesta di Confcommercio Provincia di Pisa ai sindaci del territorio di cui si è fatto portavoce il direttore dell’associazione Federico Pieragnoli. «La parte variabile, in Toscana, può arrivare ad incidere fino quasi ad un 60% dell'intera tariffa – ricorda Pieragnoli –. Il mancato accoglimento delle condivisibili richieste di commercianti e imprenditori non si concilia con il generale principio di leale collaborazione tra amministrazione e amministrati, ma si pone addirittura in contrasto con il quadro normativo di riferimento, laddove l'Autorità per l'Energia e l'Ambiente con due successive delibere ha posto inequivocabilmente le condizioni per il ricalcolo delle tariffe per le utenze non domestiche in ragione della gravità e dell’eccezionalità del quadro economico venutosi a determinare a causa del Covid-19. Insomma, anche la legge consente ai Comuni di intervenire sulla parte variabile e questi non possono far finta di niente».
Da considerare poi la situazione di negozi e attività sospese, chiuse e anche solo parzialmente chiuse che «hanno prodotto una mole di rifiuti considerevolmente ridotta rispetto agli anni passati, tale da legittimare un altrettanto considerevole abbattimento delle tariffe. «Sono diversi i Comuni della provincia di Pisa che stanno dando risposte concrete e nella direzione auspicata dalle imprese – conclude il direttore –. Il contributo delle amministrazioni locali in questo momento è fondamentale, anche proprio per evitare una fase di rottura e la conseguenza dell’inevitabile attivazione di una cascata di ricorsi avverso gli attuali avvisi di pagamento davanti alle competenti autorità ». —
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