Gioco
Riesce a iscriversi all’Università grazie alle donazioni
Il figlio di Fulgencio Obiang Esono proseguirà gli studi sognando in grande
il lieto fine
Non ha mai smesso di sperare, nemmeno quando la burocrazia ha posto vincoli apparentemente insuperabili. Ha alimentato il suo sogno macinando libri e lezioni, in attesa di quel lieto fine che la generosa mano di un anonimo benefattore ha consentito di apporre su quel percorso verso il riscatto sociale che rischiava di interrompersi a pochi metri dal traguardo.
Albert (il nome è di fantasia) frequenterà anche il terzo anno di Università. L’ultimo, in attesa di quell’agognato titolo di studio che gli permetterà di materializzare anche progetti sociali nel suo Paese di origine, la Guinea Equatoriale, per contribuire a combattere la povertà e le discriminazioni sociali ed economiche causate da quel regime dittatoriale che ha sequestrato, torturato e condannato a quasi sei decenni di carcere suo padre Fulgencio Obiang Esono. Grazie ad una cospicua donazione, Albert è riuscito ad iscriversi al terzo ed ultimo anno del corso di laurea in Scienze agrarie, il dipartimento che rischiava di chiudergli le porte in faccia dopo la mancata presentazione dell’Isee, il documento necessario ad accertare uno stato di indigenza e ad assegnare la borsa di studio, unico strumento a disposizione del 29enne per proseguire gli studi. Un documento risultato impossibile da produrre a causa dell’arresto del padre, ingegnere pisano di origini equatoguineane, condannato a 58 anni e 10 mesi di reclusione con l’accusa di essere tra i finanziatori e gli organizzatori di un presunto colpo di Stato per rovesciare la dittatura di Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. «È finita bene – dice commosso Albert, che chiede l’anonimato temendo possibili ritorsioni da parte del regime equatoguineano –. Sono riuscito ad iscrivermi e a comprare un computer che mi permetterà di seguire le lezioni in streaming e a sostenere gli esami online. Ringrazio Il Tirreno, l’associazione Unità migranti e il signore che mi ha dato l’opportunità di continuare a sognare». Un percorso che dopo la laurea proseguirà con la specializzazione in Biosicurezza e qualità degli alimenti. «Occorreranno altri soldi – dice –. Per questo ho deciso di investire parte delle donazioni ricevute nella realizzazione di un pollaio e di una piccola serra per la coltivazione delle fragole». Attività da avviare a Bata, capitale economica del Paese africano, nei pressi del carcere dove è rinchiuso il padre. «Con la vendita di uova e fragole spero di riuscire a raccogliere i soldi che mi occorrono per proseguire gli studi e, allo stesso tempo, assicurare qualche entrata ai miei parenti – spiega Albert –. Loro si prenderanno cura del pollaio e delle coltivazioni, che seguirò online da Pisa mettendo a frutto anche le conoscenze apprese durante i primi anni di studio. Il mio obiettivo è completare l’Università e concretizzare in Guinea Equatoriale percorsi di agricoltura sostenibile ed avviare attività di trasformazione di frutta e verdura, facendo capire che è possibile fare grandi cose con piccoli progetti». Sviluppare la filiera agraria per dare lavoro e nuove opportunità ad un popolo che insegue la libertà, il sogno del 29enne che, con l’aiuto di un benefattore pisano, è riuscito a battere anche la burocrazia. – Danilo Renzullo
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