Il lutto
In volo senza sosta per trasportare malati e attrezzature mediche
L’attività della 46esima Brigata Aerea al servizio del Paese nel pieno dell’emergenza: consegnate 56milioni di mascherine
l’intervista
L’evento legato all’arrivo in città della Madonna di Loreto è stata anche l’occasione per rincontrare il generale Alessandro De Lorenzo a capo da qualche mese della 46esima Brigata Aerea di Pisa in un momento certamente condizionato dalla grave emergenza sanitaria legata al Covid-19.
Generale, sono trascorsi poco più di cinque mesi dal suo insediamento al comando della 46ma Brigata Aerea. Un periodo condizionato dalla pandemia. In che modo ne ha risentito l’operatività?
«La nostra operatività non si è mai fermata; anzi, nel periodo più drammatico della pandemia la Brigata ha prodotto il massimo sforzo, supportando, così come tutto il comparto Difesa, le altre istituzioni coinvolte nel contrasto alla crisi pandemica. I nostri velivoli hanno trasportato in bio-contenimento, e continuano a farlo tuttora laddove necessario, malati Covid verso città, sia in Italia che all’estero, dove gli ospedali erano in grado di accoglierli per le cure. Abbiamo contribuito alla distribuzione, organizzata dalla Protezione Civile, di mascherine – ne abbiamo trasportate oltre 56 milioni – e centinaia di tonnellate di altri presidi medici indispensabili al contrasto della pandemia con un ponte aereo che è durato settimane. Passata la fase acuta, abbiamo ripreso la nostra routine, fatta di addestramento continuo, fondamentale per farsi trovare pronti quando il Paese lo chiede, e continuato con l’attività operativa che non è mai mancata, come ad esempio, i voli fatti verso il Libano in occasione dei tragici eventi causati dall’esplosione al porto di Beirut».
La pandemia ha rallentato in qualche modo l’interazione con le istituzioni cittadine?
«Il nostro legame con il territorio che ci ospita da 80 anni, e con le sue istituzioni e con le tante associazioni di volontariato non si è di certo affievolito, anche se le misure emergenziali poste in atto a tutela della popolazione ci hanno giustamente richiesto una riorganizzazione di tutte quelle attività che ci vedevano coinvolti direttamente con la cittadinanza pisana e dei paesi limitrofi. Difatti il nostro legame con il territorio è saldo e ne è la testimonianza l’evento di quest’anno, all’inizio di febbraio, dove abbiamo avuto il privilegio di ricevere dal Comune il conferimento della cittadinanza onoraria della città di Pisa, a dimostrazione di un legame solido e di un affetto che ci inorgoglisce. Un legame che vogliamo mantenere e rafforzare».
Si è reso necessario rinviare, modificare, ridurre attività operativa, in Base o nei teatri?
«La 46esima supporta, con i velivoli C130J e C27J, il comparto Difesa in tutti i Teatri Operativi che vedono impegnati i militari italiani. È così da sempre, è la natura stessa della Brigata. Questo comporta un impegno importante, quotidiano e continuo, che prosegue immutato anche in questo periodo. Per poter essere pronti a qualsiasi esigenza, in Italia o all’estero, ci addestriamo quotidianamente. Per tutti questi motivi, la nostra attività non può fermarsi o rallentare».
Dal punto di vista sanitario siete autonomi per il tracciamento del personale? Quanti ufficiali o sottufficiali in smart working?
«Certamente. Medici e infermieri della Brigata hanno contezza della situazione relativa al contagio del nostro personale. Questo avviene attraverso screening diretto o in seguito alle comunicazioni del personale e sempre in stretto coordinamento con i Dipartimenti di Prevenzione competenti. Abbiamo protocolli mirati per il nostro personale navigante e li abbiamo applicati sempre in maniera stretta. Per quanto riguarda lo smart working, come da linee guida del Ministero della Difesa per il contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica emanato dal Ministro della Pubblica Amministrazione, lo stiamo applicando in una percentuale che tuteli il personale più fragile e, dove necessario e possibile, riduca la presenza simultanea di personale in ambienti confinati e che, allo stesso tempo, garantisca la necessaria operatività alla Brigata Aerea per soddisfare tutti gli impegni che il Paese ci chiede».
La cerimonia solenne per la Madonna di Loreto che si terrà in Duomo il 10 dicembre prossimo che significato ha per lei e per la Brigata?
«La Madonna di Loreto è la nostra Patrona. Quest’anno ricorre il centenario della proclamazione a protettrice di tutti gli aeronauti, cioè di tutti coloro che, per lavoro o per semplice passione, si cimentano nel volo e a supporto del volo, in ogni sua forma. In occasione del centenario, nel mese di gennaio la Sacra Effige della nostra patrona ha intrapreso un percorso itinerante che sta toccando tutte le circoscrizioni dell’Aeronautica Militare. A Pisa la sacra effige giungerà mercoledì 3 dicembre e la custodiremo fino al 23. Quest’anno dunque per noi della 46esima le celebrazioni del 10 dicembre assumeranno un doppio significato. Contiamo, compatibilmente con le limitazioni anti-covid che saranno in vigore in quel momento, di poterci raccogliere – speriamo nel bellissimo Duomo cittadino – per celebrare questo importante appuntamento». —
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