Il Tirreno

Pisa

la visita del presidente  

Giani al Sant’Anna «Qui dobbiamo fare investimenti»

s.v.
Giani al Sant’Anna «Qui dobbiamo fare investimenti»

La Regione garantirà attenzione alla Scuola per prossimi cinque anni «È un’eccellenza in crescita con risultati straordinari» 

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pisa

«Se non ci fosse stata l’emergenza Covid, sarei già venuto prima», chiarisce il neo presidente della Toscana Eugenio Giani, ieri mattina a Pisa per visitare, accompagnato dalla rettrice Sabina Nuti, la Scuola Superiore Sant’Anna. Un modo per dimostrare l’attenzione verso la formazione e in particolare quella altamente specializzata. Attenzione che «ci sarà per i prossimi cinque anni», promette il presidente, in continuità con la precedente amministrazione regionale, che ha creato un rapporto ormai consolidato con questa scuola d’eccellenza. Si punta quindi sull’istruzione e sull’università: qui bisogna investire per «creare una Toscana che attraverso l’alta professionalità dei giovani costruisce il suo futuro. Il Sant’Anna è un punto di riferimento, un’eccellenza che è crescita con risultati straordinari. Più in generale, per quanto riguarda l’università, la mia impostazione è quella di incentivare la presenza fisica, pur mantenendo una quota a distanza. Ma ovviamente rispetto le decisioni del governo, che mi sembrano più orientate verso un rientro a gennaio».

Intanto con l’imminente cambio di colore della Regione (da rossa a arancione) c’è il via libera per il ritorno in classe di tutte le sezioni degli istituti secondari di primo grado: «Nonostante questo passaggio lo consenta, alcuni miei colleghi, come il governatore del Piemonte, hanno scelto di non far tornare a scuola i ragazzi che frequentano la seconda e la terza media. In Toscana invece», annuncia Giani, «da lunedì ci sarà il rientro in classe per queste sezioni. Credo fermamente che la scuola sia fatta soprattutto di relazioni e di rapporti. In più non c’è il problema di un sovraccarico del trasporto pubblico, visto che in quella fascia d’età i ragazzi vengono accompagnati nell’80-90% dei casi». È vicina, ma rimane ancora nell’incertezza la data precisa in cui in settimana la Toscana si vestirà d’arancione. Nel frattempo, i dati sull’andamento epidemiologico fanno ben sperare. Un lavoro consolidato all’insegna del merito e del talento, come sottolinea la rettrice Nuti: «Queste qualità sono l’unico modo per recuperare l’intero sistema socioeconomico. Bisogna dare fiducia ai giovani e alle loro nuove idee». —



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