Il Tirreno

Pisa

la protesta e il conto “salato” 

«Cifra troppo alta, noi non paghiamo»

Giulia Serni
«Cifra troppo alta, noi non paghiamo»

Gli studenti ritenuti responsabili dei danni al Carducci durante l’occupazione scrivono al dirigente scolastico

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pisa

I ragazzi del Carducci non ci stanno. Dopo la conclusione del procedimento a loro carico, a seguito dell’occupazione del Liceo di via San Zeno a gennaio 2020, gli studenti ritenuti colpevoli dei danni e le loro famiglie si rifiutano di pagare. Di qualche giorno fa la notizia, riportata anche sul nostro quotidiano, che dei 16 colpevoli, solo una famiglia si è fatta carico del risarcimento pecuniario. Gli altri dicono no. E in una lettera spiegano perché.

Per loro la cifra è troppo alta. Non capiscono perché è stata spesa una tale somma «per coprire alcune scritte, molte delle quali c’erano già prima - dicono - quando noi abbiamo lasciato la scuola pulita e ordinata». Contestati agli studenti però non solo i graffiti, ma anche danni a serrature, laboratori ed attrezzature scolastiche.

Ai ragazzi non va giù neanche la poca chiarezza di tutto l’iter giudiziario che li ha visti protagonisti. «Nei mesi immediatamente successivi all’occupazione – scrivono - alcuni studenti e studentesse sono stati chiamati ad essere giudicati in sede di consiglio di classe. Hanno dovuto presentare un’arringa difensiva in risposta ai capi d’accusa che erano stati elencati. Ai consigli, conosciuti come “processi” “non c’era – dicono - nessuna figura statale o giudiziaria». Fatto sta che, poco dopo, se le accuse per alcuni cadono, per altri si trasformano in provvedimenti. Arrivano i servizi socialmente utili e anche la sospensione di 15-20 giorni. «Da quel momento – denunciano gli studenti – il silenzio. Scoppia la pandemia e nessuno ci comunica se erano in corso altri provvedimenti o se la faccenda si era chiusa lì». Il procedimento effettivamente non si è chiuso. Va avanti e dopo mesi di accertamenti, arriva il conto da saldare. «Circa venti giorni fa, ci sono arrivate delle nuove lettere, dove ci veniva richiesto di pagare il risarcimento dei danni subiti dalla scuola durante l’occupazione per un ammontare complessivo di 5.154 euro. Sono 322 euro a testa. I danni più cospicui sono stati i graffiti e il pagamento dei collaboratori scolastici – sottolineano i liceali - che sono stati chiamati quando l’occupazione si è conclusa. Abbiamo trovato assurdo che ci sia stato così tanto impegno per coprire alcune scritte, quando la scuola ne ha molte già da tempo (come del resto ne hanno tutte le scuole da sempre). Teniamo inoltre a dire – precisano - che la scuola è stata lasciata pulita e ordinata. Dopo numerosi dibattiti, abbiamo deciso di non pagare. Un risarcimento del genere – proseguono - dopo una pandemia globale che ha messo in ginocchio tutto il mondo e ha costretto molte famiglie sul lastrico, è un atto di profonda insensibilità. Nonostante fossero già state intraprese numerose misure repressive hanno deciso di continuare, accanendosi ulteriormente solo su sedici studenti rispetto alle centinaia che hanno partecipato o sostenuto l’occupazione. Nessuno di noi – sottolineano - ha commesso i danni in prima persona, né si ritiene responsabile di quelli che li hanno fatti. Alle nostre proposte, elaborate in libera assemblea, per trovare una soluzione alla questione il Liceo Carducci ha deciso in questo modo, inadeguato, e noi rispondiamo non pagando». —

Giulia Serni



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