Il Tirreno

Pisa

raid tra centro e periferia 

Condannata per due rapine, in quattro davanti al giudice

p.b.

Assalti violenti e con armi nel dicembre 2010 ai danni dell’Eurospin in via da Morrona e in un’agenzia di viaggi in piazza Vittorio Emanuele

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PISA

Una condanna in abbreviato per due rapine in concorso e posizione stralciata per altri quattro indagati sui quali sarà un altro gup a decidere l’eventuale rinvio a giudizio.

È l’esito dell’udienza di ieri mattina davanti al gup Giuseppe Laghezza (pm Flavia Alemi) per due vecchie rapine risalenti a dieci anni fa.

Anna De Renzis, 28 anni, di Rovigo, è stata condannata a due anni con la condizionale. All’epoca, poco più che diciottenne, era la compagna di uno degli altri imputati. Dopo quel periodo di amicizie sbagliate si è rimessa in carreggiata senza inciampare in altri ostacoli giudiziari.

Sono imputati per rapina in concorso e altri reati satelliti Patrick Dori, 40 anni, originario di Udine, domiciliato a Pistoia; Paolo Dori, 57 anni, veronese con domicilio a Modena; Maurizio Pozzati, 68 anni, origini ferraresi, residente a Marina di Pisa, difeso dall’avvocato Andrea Callaioli; Dimitrov Urly Grumov, 55 anni, bulgaro, residente a Firenze.

Due i colpi contestati ai cinque, alcuni dei quali sono in carcere per scontare vecchie pene riferite sempre a rapine. Il primo la sera del 17 dicembre 2010 ai danni dell’Eurospin di via da Morrona. Bottino di circa 8mila euro. Il secondo il 29 dicembre nell’agenzia “Michele Viaggi” in piazza Vittorio Emanuele. In quell’occasione la moglie del titolare fu anche colpita alla testa. I due Dori, parenti di etnia sinti, sono accusati del colpo all’Eurospin con Patrick a cui viene contestato l’uso della pistola e Paolo quello di un bastone. Attesero che il discount fosse deserto e poi si presentarono all’impiegato. Uno puntava la pistola, l’altro teneva in vista il bastone. Al dipendente imposero di aprire un cassetto che conteneva l'incasso in contanti della giornata, 8mila euro. A causa del maltempo e dell’abbandonante nevicata, l'incasso della mattina non era stato portato alla cassa continua. Per questo a disposizione c'era una cifra così elevata in contanti.

Per la Procura fuori ad attenderli c’era Grumov su un’auto rubata. A Pozzati, con diversi precedenti per rapina, viene attribuita la responsabilità di aver ideato il colpo e fatto da basista per la sua conoscenza da cliente del discount. Tesi sempre respinta dal 68enne.

Passano alcuni giorni e arriva l’irruzione nell’agenzia di viaggi. Un uomo e una donna, a volto scoperto e armati con un fucile, minacciano tre dipendenti e la titolare facendosi consegnare 3mila euro in contanti. Non soddisfatti prendono anche l’orologio e gioielli della commerciante.

«L’uomo, che impugnava l'arma, ci ha ordinato di sdraiarci a terra altrimenti ci avrebbe ucciso» disse al Tirreno una delle commesse. I banditi si accorsero della titolare che stava telefonando alla polizia. La chiamata fu interrotta con un colpo in testa. —

p.b.



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