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Furto di libri antichi, denunciati due operai

Pietro barghigiani
I volumi di pregio recuperati
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I volumi di pregio recuperati

I volumi sottratti alla Domus Galileiana proposti senza esito a un libraio e poi abbandonati in un bosco a Ospedaletto

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PISA. L’occasione di mettere le mani su volumi ritenuti di pregio e, quindi, monetizzabili, li ha fatti diventare ladri occasionali di opere d’arte. Ma alla sottrazione dei libri antichi non è seguita la capacità di piazzarli. E la conclusione naturale di un furto ai danni della Domus Galileiana sono state due denunce per furto aggravato.

Sono stati i carabinieri della Compagnia, guidati dal maggiore Salvatore Leone, a tirare le fila di un’indagine iniziata a settembre con la sparizione di alcuni volumi. I due denunciati sono un 32enne di Cascina e un 52enne di Pisa. I volumi, spariti in occasioni diversi, sono stati recuperati dai militari in una zona boschiva in via Scornigiana. Sono stati i due amici, incastrati dai riscontri dei carabinieri, a indicare agli investigatori il luogo in cui avevano abbandonato sedici libri, di cui dieci di grande valore storico.

Il commissario della Domus Galileiana teneva particolarmente ai cinque volumi dell’autore Clavius Christophorus Bambergenses datati 1611. Ce ne sono poi altri sei che compongono il dizionario della matematica che risalgono al 1842.

Stando a quanto ricostruito dai carabinieri i due all’epoca del primo furto (un altro è avvenuto a ottobre, ndr) lavoravano per conto di una ditta di traslochi di Perugia nella Domus in via Santa Maria. Erano impiegati nello spostamento degli archivi e non solo. Maneggiavano, senza essere visti, libri e volumi ritenuti dagli studiosi piccoli capolavori storici.

La frequentazione di ambienti in cui poteva essere percepito l’affare li avrebbe indotti a tentare il colpo. Quando si sono ritrovati in mano i cinque volumi di Clavius Christophorus Bambergenses hanno provato a venderli a un libraio di Lucca. Il commerciante d’arte li ha ricevuti, ma quasi subito ha capito che la provenienza di quei libri era come minimo sospetta. E ai venditori improvvisati ha risposto con un “No, grazie”. I tentativi di piazzare i volumi non hanno avuto repliche. Non conoscendo canali dedicati o gente esperta del settore hanno desistito al punto di liberarsi dei testi rubati gettandoli in una boscaglia nell’area industriale di Ospedaletto. Le indagini dei carabinieri non solo hanno portato all’individuazione degli autori, reo confessi, del furto, ma anche a recuperare i volumi della Domus e anche altri dell’università di Pisa. —


 

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