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le strade d’acqua 

Corsie dedicate, battelli, approdi così l’Arno diventerà una “via”

francesco loi
Corsie dedicate, battelli, approdi così l’Arno diventerà una “via”

Il progetto per la navigabilità del fiume ha un costo di oltre 2,5 milioni di euro Il Comune partecipa al bando “Italia City Branding” per avere i fondi governativi

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«Questo fiume è stato nell’antichità un po’ la nostra superstrada per Firenze, ora vogliamo che diventi navigabile a tutti gli effetti. Per il turismo, per l’imprenditoria, per l’ambiente». Nello scenario particolare dello scalo Roncioni, il sindaco Michele Conti inizia a delineare, insieme all’assessore Raffaele Latrofa, il progetto di navigabilità dell’Arno. L’occasione è offerta dalla partecipazione del Comune di Pisa ad un bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri denominato “Italia City Branding 2020”. Le prime venti classificate (non possono partecipare le città metropolitane) vedranno cofinanziati i loro progetti: Pisa punta ad ottenere circa 850mila euro, tra fase di progettazione e realizzazione, su un totale che supera i 2,5 milioni di euro. In parallelo prosegue l’iter sul medesimo progetto avviato con la Regione Toscana, da cui dovrebbero arrivare altri contributi. «Questa del bando nazionale è un’opportunità in più», sottolinea Latrofa.

Allo scalo Roncioni erano presenti, non a caso, i rappresentanti delle associazioni di categoria che lo scorso settembre avevano firmato il protocollo d’intesa che, attraverso un nuovo ruolo della Navicelli Srl e la costituzione di un’Authority, vuole fare del circuito delle acque (Arno, Navicelli, Incile, porto di Marina) una delle principali leve economiche del territorio negli anni a venire.

La proposta elaborata dal Comune prevede la creazione di una nuova “Via d’acqua” lungo il tratto dell’Arno che va dalla foce fino al confine comunale (18,7 km). Per essere una vera via d’acqua dovranno essere realizzate infrastrutture che permettano la navigazione in sicurezza, il dragaggio della barra di foce e del fiume stesso, il posizionamento di segnaletica sulle sponde, di galleggianti di orientamento per un percorso garantito e lo sviluppo di un nodo turistico con offerte differenziate. In più, sei attracchi con pontili galleggianti come sistema alternativo di accesso al Parco ed al circuito pedonale-ciclabile, ed un nuovo scalo alla Cittadella Vecchia in corrispondenza del circuito museale che si affaccia sulle sponde del fiume (Museo delle navi, Palazzo Reale, Museo di San Matteo, Centro Sms, Giardino Scotto, Museo della Grafica).

Il progetto comprende anche la creazione di un servizio di battelli che offrano un trasporto fluviale stabile con la possibilità di mini-crociere con circuiti a tema: museali, culturali, naturalistici. Sugli approdi verrebbero inoltre installate 8 colonnine di ricarica e-boat, a sostegno dello sviluppo di una mobilità alternativa ed eco-sostenibile. Previsto anche lo sviluppo di attività di rent boat di piccole imbarcazioni elettriche o ibride. Verrebbero infine installati presso gli scali 6 info-point turistici multimediali attraverso i quali accedere alle informazioni sulla città.

«Partecipiamo al progetto - dice l’amministratore di Navicelli, Salvatore Pisano - con un’attenzione particolare allo sviluppo della cantieristica: proponiamo di realizzare fino a 45mila metri quadrati coperti da destinare agli insediamenti cantieristici. Non tutti sanno che al momento attuale siamo purtroppo costretti a rimandare indietro imprenditori che vogliono investire sull’Arno». Il fiume, aggiunge l’amministratore di Pisano Andrea Botttone, «può diventare una via fondamentale per lo sviluppo della mobilità urbana futura, anche guardando all’esempio di molte città europee».

Presenti alla conferenza stampa la presiedente dell’Unione Industriali Pisani Patrizia Alma Pacini, il direttore di Cna Pisa Giuseppe Sardu, Michele Antonelli dell’area pisana di Confesercenti e la presidente di Confcommercio Federica Grassini.

Se Pacini ha messo in evidenza i vantaggi che anche il settore manifatturiero può trarre da questo progetto, Grassini ha ricordato che «grazie alle cinquanta attività insediate sulla golena sinistra dell’Arno siamo il primo porto naturale della Toscana con la disponibilità di 2.500 posti barca. Da anni queste aziende chiedono a gran voce che il fiume sia finalmente reso navigabile». —

francesco loi

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